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L’INCHIESTA. La vita in carcere dei condannati per omicidio

Budino ora fa il sarto. Minghella il cuciniere. E la Chiappin si sposa

Buoninconti, Defilippi e Ughetto all’Università. La Panarello fa un corso per operatore sociale

La possibilità di uscire di casa quando si vuole, di scegliere il lavoro che più ci piace, frequentare chi si crede quando si preferisce, senza orari imposti da un giudice, senza limitazioni. Dicono che l’aria, quando si varchi per la prima volta la soglia del mondo dopo un periodo di detenzione, sembri più buona. Che i colori appaiano più nitidi. Un po’ come se si avesse la possibilità di rinascere. Ma il traguardo, per chi è dentro, può essere molto lontano. E allora della vita normale può bastare un assaggio. Magari usando il tempo della detenzione per studiare o imparare un mestiere, dando un po’ di concretezza a quella funzione rieducativa della pena che è prevista dalla nostra Costituzione.

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