vigili del fuoco
Cronaca
IL CASO

Bruciano la casa delle squillo e in 7 finiscono all’ospedale

Incendio doloso in via Botticelli dove abitano 2 donne cinesi. Forse una vendetta

Il rogo è partito dalla porta d’ingresso al primo piano, in un appartamento abitato da due donne cinesi. Da lì si è sprigionato nei due piani superiori, lasciando agibile un solo alloggio, al pian terreno, dove vive una famiglia. E sono sette le persone trasportate in ospedale, con sintomi da intossicazione, per l’incendio scoppiato in via Botticelli 172, alle 7 del mattino.

Sul posto sono intervenuti i pompieri, che hanno fatto evacuare la palazzina C, salvando gli inquilini, e spento le fiamme, mentre sopraggiungevano anche i vigili urbani e la polizia. Stando alle prime ricostruzioni, l’origine è dolosaDunque, il fuoco non si è generato per un cortocircuito, ma qualcuno ha volutamente provocato l’incendio nell’alloggio abitato dalle due cinesi. Queste ultime, alla vista delle fiamme si sono rifugiate sul balcone. Toccherà alla polizia fare le indagini del caso ma, seppure sia ancora presto per formulare delle ipotesi, gli abitanti del complesso di via Botticelli sembrano avere le idee piuttosto chiare. Sì perché dai loro racconti emerge che le due donne il cui appartamento è andato in fiamme si prostituivano: «Lo sapevano tutti, comprese le forze dell’ordine perché ci sono state delle segnalazioni. Qui c’era sempre un via vai di gente. Chi è stato a provocare l’incendio? Non ne ho idea», così il residente del pian terreno. «Aspettavano i clienti fuori in strada – rivela una coppia – e poi li portavano in casa. Ma non sappiamo chi ha dato fuoco alla porta». A saperne ancora meno e Roberto Corgiat Mecio, che compare sui fogli nel palazzo come amministratore ma lui assicura di non esserlo più «da tre anni. Per cui di questa faccenda non so nulla». Da non escludere, quindi, la pista di una vendetta nei confronti delle due donne.

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