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Brillantina e lustrini: l’eterno “Grease” va in scena all’Alfieri

La Compagnia della Rancia sul palco di piazza Solferino. Francesca Ciavaglia e Simone Sassudelli nei panni di Sandy, ragazza acqua e sapone, e Danny Zuko, leaders dei T-Birds

Lustrini, brillantina, giubbotti di pelle, gonne a ruota e una colonna sonora che per molto tempo è risuonata nelle classifiche di tutto il mondo. Sul palco del teatro Alfieri di Torino è di nuovo “Greasemania”. Torna venerdì prossimo nel teatro di piazza Solferino “Grease” il musical di Jim Jacobs e Warren Casey per raccontare ancora una volta al pubblico la storia d’amore di Danny e Sandy. Un evergreen da 2 milioni di spettatori, quello prodotto dalla Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, da 25 anni presente sui palcoscenici italiani, a partire da quel 4 marzo del 1997 quando debuttò al Teatro Nuovo di Milano con protagonisti Lorella Cuccarini e Giampiero IngrassiaE quest’anno lo spettacolo acquista un significato particolare, visto che si svolge a pochi mesi dalla scomparsa di Olivia Newton-John, la Sandy da cui tutto è nato, protagonista con John Travolta del film del 1978 diretto da Randal Kleise.

Francesca Ciavaglia e Simone Sassudelli sono ora Sandy, ragazza acqua e sapone, e Danny Zuko, leaders dei T-Birds. Con loro Sandra Dee e Doris Day, l’esplosivo Kenickie, la ribelle e spigolosa Rizzo, i T-Birds, le Pink Ladies, gli studenti dell’high school più celebre e un particolarissimo “angelo”.

Sarà una boccata di leggerezza e spensieratezza per il pubblico del teatro Alfieri, trascinato dalle irresistibili musiche di “Summer Nights”, “You’re the One That I Want”. «Grease è come un ritorno al passato – dice Francesca, attrice che vestirà ancora una volta i panni di Sandy -, alle storie d’amore di una volta, quando non c’erano i cellulari, all’amore che nasce nelle scuole».

“Grease” non è nient’altro che la brillantina che si mettevano i ragazzi negli anni Cinquanta e rappresenta quello stile di vita che rimanda ad hamburgers e patatine fritte e a qualsiasi altra cosa “unta”. «Fu a Chicago, Illinois, intorno a marzo-aprile 1970 – racconta il suo ideatore Jim Jacobs -. Ad un party, quasi per gioco, tirai fuori alcuni dei miei vecchi dischi in vinile 45 giri degli anni ’50. Queste canzoni apparvero subito alquanto datate a confronto con il funk psichedelico degli anni Sessanta, ma allo stesso tempo rappresentavano un cambiamento di velocità. E fu così che proposi a Warren Casey la mia bizzarra idea: un musical a Broadway che utilizzasse la musica degli ultimi anni ’50. Warren mi rispose: «Grandioso, ma di cosa tratterà lo spettacolo?». Qualche birra più tardi l’idea mi balenò in mente: un salto indietro ai tempi d’oro del rock ‘n’ roll in una scuola superiore frequentata da giovanotti imbrillantinati e relative fidanzate». Così è nato “Grease”…

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