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Bremer, sogno Qatar: «Qui ho imparato, voglio il mondiale»

Gleison Bremer sogna in grande. «Vorrei approdare in Nazionale e andare a giocare il Mondiale in Qatar» la doppia ambizione del centrale del Toro. Ed è proprio questa la particolarità del classe 1997: il valore di mercato del suo cartellino ha superato i 30 milioni di euro, eppure non ha mai vestito la maglia verdeoro. «Mi sto allenando bene, sto aspettando il mio momento e non voglio lasciarmelo sfuggire» ha continuato nella lunga chiacchierata ai microfoni di Torino Channel. Adesso può puntarci veramente, anche se il primo impatto con il calcio italiano non fu particolarmente memorabile: «Io volevo giocare, Mazzarri mi diceva di aspettare – il retroscena di Bremer – e alla fine, a distanza di anni, aveva ragione lui: ho seminato tanto, adesso sto raccogliendo». E proprio con il tecnico toscano, che giusto una decina di giorni fa ha “sgambettato” il Toro alla guida del suo Cagliari, il brasiliano è sbocciato: «In Brasile non esiste la marcatura a uomo, il mister mi ha insegnato come ci si mette bene con il corpo – ha spiegato ai canali ufficiali del club di via Arcivescovado – e un suo collaboratore, Claudio Nitti, mi diceva sempre che non giocavo il pallone velocemente: spesso mi fermavo al Filadelfia per apprendere i segreti e per allenarmi, ecco come ho fatto per migliorare tanto». C’è anche un suo ex compagno che ha avuto una parte importante nella sua crescita: «Salvatore (Sirigundr) è stato bravissimo con me, mi tranquillizzava perché aveva visto che non mi ero montato la cresta e spesso andavamo in palestra insieme a lavorare dopo gli allenamenti». Ora, capita anche che indossi la fascia di capitano: «Il primo anno non giocavo mai, adesso sono il secondo o terzo nella gerarchia ed è tanta roba, oltre ad essere un onore – ha aggiunto il brasiliano – ma il nostro capitano è sempre il Gallo Belotti». Ma come ha fatto ad arrivare al Toro? «Il direttore sportivo Gianluca Petrachi mi voleva davvero – il racconto delle trattative – e mi ha detto che sarei cresciuto tanto, era il momento giusto e ho accettato: la serie A è il top per un difensore, ora mi sento pronto per affrontare gli attaccanti più forti».

Intanto, ieri pomeriggio è ripresa la preparazione in vista del big-match di domenica sera contro la formazione di Simone Inzaghi che ieri sera ha sfidato il Liverpool nel ritorno degli ottavi di Champions League. I granata si sono ritrovati al Filadelfia dopo il giorno di riposo goduto lunedì post pareggio per 0-0 a Bologna e hanno cominciato i lavori per sfidare una delle maggiori accreditate allo scudetto. Durante la settimana verranno valutate le condizioni di MilinkovicSavic, in ballottaggio con Berisha a prescindere da come si evolverà il suo infortunio alla mano, ma il tecnico Juric avrà finalmente la squadra al completo: fermi ai box ci sono soltanto i lungodegenti Fares, Edera e Praet, mentre nell’elenco degli squalificati non figura nessun granata. E, rispetto allo scorso turno, tornerà anche Lukic, fermato da un attacco febbrile e ora a pieno regime.

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