Berlusconi
Buonanotte

I braccianti nella vigna

Il Berlusca torna in campo. Non si sa ancora se come centravanti o come allenatore (dipende dalla sentenza di Bruxelles), ma torna, e sentendosi già in campagna elettorale, comincia le promesse: aliquota unica e bassa per le imposte, abolizione di tasse sulle donazioni e successioni, aumento delle pensioni minime a 1000 euro/mese… manca ancora il ponte sullo stretto, ma vedrete che arriva.

Ora, è vero che per convincere la gente (e prenderne il voto) bisogna farla sognare, ma quest’operazione lui l’ha già fatta altre volte. La gente si ricorda delle promesse non mantenute, non di quelle mantenute (tante), e poco vale far notare che le prime non si sono potute realizzare per l’opposizione sorda del sistema rosso.

Per “sistema rosso” non s’intende la forza parlamentare di sinistra, ma l’apparato di funzionari, sindacati, giudici e pubblici dipendenti rossi infiltrati in posizioni chiave. Hai un bel far le leggi dall’alto, se poi non ti approvano i protocolli di applicazione dal basso. Ma ce n’è una, fra le promesse di oggi, che non ha nemmeno bisogno del sistema rosso per essere smascherata come inapplicabile: le pensioni minime a 1000 euro. Non ci sono i soldi, e bon.

Senza contare che far raggiungere e sorpassare dalle pensioni ‘sociali’, destinate a gente che non ha mai versato un soldo, le pensioni di quelli che invece hanno versato i contributi tutta la vita (pensioni che sono tutte intorno ai 1000 euro) rischia di farli incazzare di brutto. È vero, c’è la parabola del padrone che manda i braccianti nella vigna e paga quelli dell’ultima ora come quelli del mattino, ma non mi fiderei troppo dell’evangelicità dei pensionati. Attento, Cav.

collino@cronacaqui.it

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