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Cronaca
L’accoglienza del 2 giugno tra luci e ombre

Boom di turisti in città, ma mancano i servizi per i visitatori stranieri

Tutti i disagi: dai menù solo in italiano ai bagni chiusi, dai problemi nei trasporti alle serrande abbassate

Abbiamo provato a fare i turisti a Torino per un giorno, con il risultato di sentirci quanto mai disorientati nella nostra città. Un paradosso che rappresenta però una triste realtà per i tanti visitatori, anche stranieri, che in questo ponte del 2 giugno stanno affollando il centro.

ARRIVO TRAUMATICO
All’aeroporto di Caselle si sale sulla navetta, sempre colma di gente soprattutto nei festivi perché passa ogni mezz’ora anziché ogni 15 minuti come nei giorni feriali. E quando si scende alla fermata di piazza Carlo Felice, senza pensiline e con gli orari scritti in caratteri minuscoli su un foglio che sembra stare appeso al palo per miracolo, sorge spontanea la domanda: «Ora dove vado?». Da una parte ci si imbatte in una distesa di serrande abbassate sotto i portici, e se si volge lo sguardo dall’altra parte, verso l’area verde dei giardini Sambuy, ci si trova davanti un dormitorio di clochard a cielo aperto. Che fare? Un caffè, un drink, un gelato o un pranzo a base di vitello tonnato, agnolotti e brasato e altre prelibatezze della cucina piemontese per schiarirsi le idee. Sì, ma è un bel problema ordinare ciò che si desidera se non si parla italiano.

MANCA L’INGLESE
Nei menù di bar e ristoranti è praticamente impossibile trovare la descrizione del piatto in una lingua che non sia la nostra. Soltanto il Cambio e pochi altri hanno aggiunto la traduzione in inglese della portata. Anche il personale al bancone, alla domanda: «Where can we find any information?», «Dove posso trovare delle informazioni», ci guarda con un punto interrogativo dipinto sul volto. Del resto l’unico punto informativo si trova in piazza Castello. Qui ci viene offerta una mappa della città ed è possibile prenotare delle visite guidate nei musei e alla scoperta della storia di Torino, anche in bicicletta.

BAGNI FUORI USO
Ma se dopo il lungo viaggio, o durante una visita, ci viene voglia di andare in bagno? Anche questa è una bella grana, considerando che i servizi pubblici in centro città sono pressoché assenti. Quelli nel parcheggio sotterraneo di piazza Carlo Felice sono chiusi con il nastro bianco e rosso. Anche i wc di tanti ristoranti e bar non se la passano certo bene, alcuni sporchi o all’interno cortile angusti.

STAZIONE FANTASMA
Nel caso si arrivasse in città in treno e si decidesse di scendere alla stazione di Porta Susa lo spettacolo in cui ci si imbatte è a dir poco desolante: anche in questo caso i bagni sono quasi tutti ko, e le vetrine destinate alle attività commerciali sono completamente vuote in attesa da anni di trovare un acquirente.

TRASPORTI IMPOSSIBILI
Anche i bus e i tram lasciano molto a desiderare. A differenza delle metro, manca l’annuncio delle fermate in inglese. E se ci sono i trenini che portano i turisti a spasso per il centro, se si desidera raggiungere la basilica di Superga o la palazzina di Stupinigi, bisogna sudare sette camicie facendo cambi improbabili.

L’auto a noleggio? Una “salasso” considerando che le tariffe sono decuplicate rispetto al periodo pre-Covid: ora per un modello base si spendono fino a 150 euro al giorno.

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