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Cronaca
I posti letto presto aumenteranno da 40 a 70

“Boom” di migranti. E Babbo Natale porta un rifugio raddoppiato

In un anno si è passati da 5mila a oltre 12mila passaggi. Tra chi scappa in Francia sempre più donne e bambini

Il flusso dei migranti è in costante aumento in Valsusadai circa 5mila passaggi nel 2020, quest’anno si stimano oltre 12mila persone transitate per superare il confine o almeno, per provarci.

Volontari, sacerdoti, attivisti, medici ed infermieri lavorano giorno e notte per dare un primo soccorso alle migliaia di persone in fuga dall’Africa e dal Medio OrienteUna grande rete solidale che inizia a Bussoleno, con il polo logistico della Croce Rossa, e arriva a Oulx, presso il rifugio “Fraternità Massi”, a pochi metri dalla stazione ferroviaria, gestito dalla fondazione cattolica Talità KumQui chiunque può presentarsi al cancello grigio per chiedere un pasto caldo e un letto. «Dallo sgombero della casa cantoniera di Oulx, avvenuto il 25 marzo scorso, i migranti ora trovano ricovero al rifugio Massi. Le persone in esubero sono dirottate presso il polo logistico di Bussoleno, che a ottobre ha contato 878 passaggi e a novembre ben 1.077» ci spiega Michele Belmondo della Croce Rossa di Susa. I migranti si fermano a Oulx per qualche ora o al massimo per una notte, cercando di ripartire il più presto in direzione della Francia. «La Croce Rossa è sempre operativa, anche a Claviere e Monginevro. A Bardonecchia per il monitoraggio ci dà una mano il soccorso alpino». Belmondo continua: «Fino a un paio di anni fa, arrivavano principalmente uomini, ora il flusso migratorio è composto da gruppi, da donne e bambini; è molto impegnativo prestare soccorso e dare una copertura sanitaria alle famiglie, senza contare che con lo sgombero della casa cantoniera, manca il polmone d’emergenza che malgrado i problemi che si erano creati, ospitava e dava un letto a molte persone».

Una buona notizia arriva proprio con l’avvicinarsi del Natale: il rifugio di Oulx è in procinto di essere ampliato, grazie alla Fondazione Magnetto che ha acquistato uno stabile dietro l’abbadia e l’ha donato alla fondazione Talità Kum di Don Chiampo. Presto dunque il rifugio del migranti sarà più grande: «I posti letto garantiti saliranno da 40 ad almeno 70», precisa Belmondo.

«Dal 13 marzo al 15 dicembre 2021, abbiamo prestato soccorso a 8.903 persone – a fare il punto della situazione è Paolo Narcisi, medico e presidente dell’Ong Rainbow For Africa – diamo copertura sanitaria ai migranti da dicembre 2017, grazie al lavoro del personale volontario. Al rifugio Massi c’è un nostro infermiere che presidia tutte le notti e altri medici durante il giorno. Con il nostro sistema informatico di registrazione delle prestazioni sanitarie, abbiamo notato un aumento costante del flusso migratorio nel 2021. Stimiamo che oltre alle 9mila persone curate, ne siano transitate almeno un 40% in più. Il 75% del flusso migratorio proviene dai luoghi di conflitto: Afghanistan, Pakistan, Iran e Iraq. E vediamo sempre più bambini e donne, anche in stato di gravidanza, che affrontano un cammino durissimo lungo la rotta balcanica». Fino al 2019 infatti, i migranti provenivano dalla rotta mediterranea, passando dalla Libia, adesso arrivano dal Medio Oriente, dalla rotta balcanica. E una volta giunti alla frontiera italiana, per arrivare a Briançon, ci sono altri 18 km di sentieri di montagna da attraversare. Molte delle persone soccorse hanno sintomi di ipotermia, di congelamento degli arti e forte stress.

Al rifugio Massi si danno informazioni sui pericoli del cammino per superare le montagne, si regalano vestiti e si ascolta nel segno della solidarietà. Quella che non manca a Oulx: «I magazzini sono pieni di indumenti e scarponi donati – continua Narcisi – attualmente abbiamo lanciato una raccolta fondi per sostenere la prima clinica di frontiera sulle Alpi, proprio nel rifugio Massi, crocevia di persone migranti e rifugiate in fuga da contesti di guerra, conflitti e povertà».

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