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Cronaca
La denuncia

Boom di aggressioni in carcere a Torino, i sindacati: “Ora basta” [FOTO]

Tre episodi negli ultimi giorni ai danni di agenti della polizia penitenziaria: lettera a sindaco, governatore e Guardasigilli

Lo scorso 12 settembre mentre il Capo del DAP Carlo Renoldi, in visita al carcere di Torino, ascoltava dal personale di Polizia penitenziaria e successivamente dalle organizzazioni sindacali del comparto sicurezza della Polizia penitenziaria, i gravissimi problemi vigenti nello stesso istituto, un detenuto 30enne di nazionalità straniera pretendeva al termine dell’orario di lavoro di tagliarsi i capelli. Quando l’assistente capo Coordinatore gli comunicava che l’orario era terminato e che poteva tagliarseli l’indomani, il detenuto gli ha sferrato un violento pugno sull’orecchio. Il poliziotto è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Maria Vittoria e successivamente dimesso con una prognosi di giorni sette giorni.

Ne danno notizia i sindacati di polizia penitenziaria, che riferiscono di un’altra aggressione avvenuta sempre il 12 settembre, nel pomeriggio. Un altro detenuto straniero, in particolare, ha messo a repentaglio l’ordine e la sicurezza di un altro padiglione, innescando una sorta di parapiglia interno perché probabilmente alticcio a fronte del consumo di una sorta di grappa artigianale prodotta all’interno con frutta messa a macerare e con del lievito di birra. Una situazione, questa, “sfuggita di mano” e che sta drammaticamente creando forti disordini interni circa la gestione della popolazione detenuta, creando di conseguenza – lamentano le stesse organizzazioni sindacali – violente aggressioni in danno del personale di polizia penitenziaria e anche in danno di tutti quei detenuti che vogliono trascorrere la pena serenamente e di altre figure che interagiscono all’interno della struttura penitenziaria. Questa situazione si ripete puntualmente tutti i giorni. Il personale, come sottolineato dai sindacati, è stanco e sotto alto stress psicofisico, stremato e abbandonato a se stesso vista la totale assenza di disposizioni e direttive.

Non è finita perché in data odierna, 15 settembre, nella primissima mattinata, un detenuto italiano 27enne, ristretto al Padiglione A, ha aggredito, al termine della visita medica e per futili motivi, due assistenti capo della Polizia penitenziaria strattonandoli e graffiandoli, strappando loro la maglietta della divisa tanto che si è reso necessario, per entrambi, l’invio al Pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino. Le OO.SS. SAPPE, OSAPP, UIL PA P.P., SINAPPE, FNS CISL, FSA CNPP, CGIL PP., del comparto sicurezza chiedono a tutte le autorità a qualsiasi livello di intervenire per quanto di rispettiva competenza in considerazione della drammatica situazione in cui è precipitato l’istituto torinese. “Il personale è stanco di subire invettive e aggressioni gratuite da parte dei detenuti, che sembrerebbero agire in tale modo perché graziati da eccessivo buonismo”, si legge in una nota congiunta.

“Chiediamo a gran voce che l’azione disciplinare abbia il suo corso e a tale riguardo chiediamo che i detenuti violenti e aggressivi siano assegnati in sezioni chiuse cosiddette cautelari applicando loro il regime del 14 bis O.P. (regime di sorveglianza particolare) attualmente del tutto disapplicato affinché i detenuti rispettino le regole interne e questo a garanzia dell’ordine e della sicurezza interna e per consentire il percorso educativo dei restanti detenuti. Chiediamo un urgente intervento del presidente della Regione Piemonte e del sindaco della città di Torino che si costituiscano parte civile in favore del personale di Polizia penitenziaria (aspettiamo ancora oggi di essere convocati dal sindaco….) e chiediamo un immediato intervento della Guardasigilli Marta Cartabia che a questo punto non può più tardare”.

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