sudafrica
Buonanotte

Bolscevichi abbronzati

E meno male che le razze non esistono, e che il razzismo è un brutto vizio di noi bianchi. In Sudafrica (uno degli stati più evoluti, se non il più evoluto del continente africano) il partito dell’Economic Freedom Fighters, formazione marxista leninista che predica il suprematismo nero, ha presentato al governo una mozione per ridistribuire la proprietà su basi razziali. Espropri di terre senza compensazione. Il presidente Ramaphosa li segue: vuole varare una modifica della costituzione che li accontenti, e il provvedimento sta per essere approvato. In pratica i neri vogliono riprendersi gratis la maggior parte dei terreni agricoli del paese, da secoli proprietà degli afrikaner (i bianchi discendenti degli antichi coloni olandesi e britannici) con la scusa che ciò ricorda il passato segregazionista. Le violenze contro i bianchi non si contano. Però il 70% delle terre espropriate ai bianchi dopo la fine dell’apartheid resta incolto, perché i neri non sono in grado di far funzionare le aziende agricole, e le fanno fallire. Gli investitori internazionali sono preoccupati, e l’economia sudafricana frena. La paura è che vada a finire come nel vicino Zimbabwe (la vecchia Rhodesia) dove la nazionalizzazione forzata delle fattorie fece crollare l’economia perché i neri non sapevano condurle. Adesso che Mnangagwa, il successore di Mugabe, sta richiamando in Zimbabwe i vecchi coloni bianchi per risollevare le loro ex fattorie, il Sudafrica vuole fare il contrario. Fuori dalle balle i bianchi, terra ai neri. E noi lì, a dare del razzista a chi mugugna contro l’invasione dei gommoni. Lasciate, lasciate che vengano, poi quando saranno in tanti vedrete chi è razzista.

collino@cronacaqui.it

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