La villetta di Montalenghe dove, sabato pomeriggio, è avvenuto l'omicidio di Gabriele Raimondi e il ferimento di un carabiniere
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E’ successo a Montalenghe, lungo la strada per San Giorgio, durante un sopralluogo dell’Arma

Blitz davanti alla villa. Sparano contro una pattuglia di carabinieri: un morto e un ferito [LE FOTO]

Colpito in modo lieve un militare. Non ce l’ha fatta il giardiniere Gabriele Raimondi, che era stato operato al Cto. E’ caccia ai killer

Sparatoria davanti alla villa:¬†volano colpi di pistola contro i¬†carabinieri. E’ successo¬†sabato pomeriggio a Montalenghe nel Torinese.¬†Due militari in borghese, in quel momento impegnati nel sopralluogo di un’abitazione di propriet√† di una nota famiglia sinti della zona, ubicata lungo la strada che conduce a San Giorgio,¬†sono stati improvvisamente presi di mira da alcuni sconosciuti che, appostati all’interno di un furgone bianco, hanno premuto il grilletto contro le “divise”.

MORTA UNA PERSONA, FERITO UN CARABINIERE
A quanto pare i¬†due carabinieri¬†hanno immediatamente risposto al fuoco. Ne √® nata una sparatoria al termine della quale due persone sono rimaste ferite. Si tratta di uno dei militari¬†e di¬†Gabriele Raimondi, 47enne di San Giusto Canavese,¬†parente del padrone di casa, Grado De Glaudi, 65 anni, gi√† conosciuto dalle forze dell’ordine¬†e¬†componente di una famiglia sinti che nella zona, oltre a essere ben radicata, esercita una notevole influenza.

IL 47ENNE SI TROVAVA IN CORTILE
L’uomo si trovava nel cortile della villetta (una palazzina di due piani) quando gli aggressori hanno fatto scattare il raid. Probabilmente chi ha premuto il grilletto non sapeva che gli altri due “bersagli” fossero, in realt√†, tutori dell’ordine. Resta il fatto che dal furgone sono stati esplosi parecchi colpi calibro 9 all’indirizzo dell’abitazione.¬†Centrato all’addome, Raimondi √® stato soccorso e trasportato in gravi condizioni all’ospedale Cto di Torino¬†dove √® stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Per lui non c’√® stato nulla da fare.

LA VITTIMA LAVORAVA COME GIARDINIERE
L’uomo √® morto nella notte nonostante i disperati tentativi dei medici di tenerlo in vita. Prima dell’aggressione il 47enne, con precedenti penali risalenti agli anni Novanta, stava lavorando come giardiniere nella villa di Montalenghe oggetto del sopralluogo della pattuglia dell’Arma.

IL PROPRIETARIO AVEVA CHIAMATO I CARABINIERI
Il proprietario dell’abitazione aveva infatti chiamato i militari segnalando loro la presenza di alcuni fori di proiettile sul muro dell’abitazione. All’arrivo dei carabinieri in borghese, un furgone ha attraversato la strada e chi era a bordo ha iniziato a sparare verso la palazzina colpendo il 47enne ed uno dei due militari (l’altro √® riuscito ad evitare i colpi). Quest’ultimo, brigadiere in forza¬†al nucleo operativo di Ivrea, colpito lievemente al gomito e trasportato all’ospedale di Ivrea, √® stato operato nella notte. Non √® grave. Sabato sera ha ricevuto anche la visita del comandante provinciale dei carabinieri Emanuele De Santis.

INDAGINI RISTRETTE A UNA CERCHIA DI PERSONAGGI
Sul posto sono giunti, in forze, i carabinieri della compagnia di Ivrea per gli accertamenti di rito. Un elicottero dell’Arma ha sorvolato a lungo la zona per dare la caccia ai fuggitivi. Non √® ancora ben chiaro chi abbia scatenato la sparatoria¬†e soprattutto quale sia il movente¬†del raid. I carabinieri hanno cercato¬†il veicolo per tutta la notte tra sabato e domenica ma i posti di blocco hanno dato esito negativo. Tuttavia, sempre nel corso della nottata, le indagini si sono ristrette a una cerchia di personaggi che avrebbe avuto a che fare con la vittima dell’agguato.

GLI INVESTIGATORI AVREBBERO UNA PISTA
“Gli accertamenti sono al momento in corso”, afferma il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ma la sensazione¬†√® che gli investigatori stiano percorrendo una pista ben precisa. Una pista che, tra l’altro, non riguarderebbe le famiglie Sinti di Montalenghe e San Giusto Canavese. Si sarebbe quindi trattato di un regolamento di conti “esterno alle famiglie” sinti della zona, secondo quanto trapela dalla procura di Ivrea. Forse gli spari della sera precedente (quelli che avevano lasciato i fori di proiettile nei muri della villetta) erano stati una specie di “avvertimento” per il padrone di casa.¬†Gli stessi investigatori, tra l’altro, non escludono che la vittima sia stata scambiata dal “commando armato” per il proprietario¬†del villino.

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