Lavoratori monitorati col gps: scatta il blitz anti caporalato.
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Operazione dei carabinieri a Poirino

Blitz anti caporalato: controllavano i lavoratori (a nero) col Gps, denunciati padre e figlia [FOTO E VIDEO]

I “dipendenti” dormivano nella ditta, distribuivano volantini ed erano sottopagati

Controllavano i lavoratori (a nero) col Gps, così da monitorarne tutti gli spostamenti. Padre (U.R. 49enne) e figlia (S.B. 21enne), entrambi di nazionalità pakistana, titolari di un’azienda di Poirino che si occupa di distribuzione di volantini commerciali: sono finiti nel mirino dei controlli eseguiti dai carabinieri della compagnia di Chieri e dai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Torino.

IDENTIFICATI NOVE LAVORATORI
Nel corso delle operazioni, le forze dell’ordine hanno identificato 9 lavoratori, tutti di nazionalità pakistana, otto dei quali sono risultati impiegati “in nero”, e uno non in regola con il permesso di soggiorno (l’uomo è stato accompagnato in Questura di Torino per la notifica del provvedimento di espulsione). I nove sono stati sorpresi mentre si accingevano a salire su un furgone, stracolmo di migliaia di volantini commerciali, per iniziare la giornata lavorativa.

DORMIVANO NELLA DITTA ED ERANO SOTTOPAGATI
Nel corso dell’ispezione è emerso che i lavoratori dormivano nei locali della ditta per la quale lavoravano, e – in base alle loro stesse dichiarazioni – venivano retribuiti con somme inferiori rispetto a quelle previste dal contratto nazionale di categoria. Inoltre, secondo quanto appurato dai carabinieri, lavoravano su turni di lavoro più lunghi del previsto.

SEQUESTRATI 7 APPARECCHI GPS
Durante il blitz, sono stati rinvenuti e sequestrati 7 apparati di geolocalizzazione che i lavoratori erano costretti a portare al seguito per essere controllati in ogni istante nei movimenti dal datore di lavoro.

MAXISANZIONE E DENUNCIA
Sulla base degli elementi emersi i carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro hanno comminato sanzioni per circa 22.000 euro per la presenza dei lavoratori irregolari, nonché emesso un provvedimento di sospensione a tempo indeterminato dell’attività imprenditoriale; infine i carabinieri della stazione di Poirino hanno denunciato padre e figlia, titolari di fatto e di diritto dell’attività d’impresa, per la violazione dell’art. 603bis del codice penale (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro), di recente introduzione normativa, che punisce le attività illecite c.d. di “caporalato”.

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