BlackFriday
Economia
IL CASO

Black Friday? «Americanata». Il debutto è tra le polemiche

Caccia ai regali di Natale scontati ma c’è rabbia tra negozianti e lavoratori

La moda americana del “Black Friday” spopola anche qui, ma si tratta letteralmente di un “venerdì nero” per i lavoratori e i negozianti dell’ab bigliamento che sentono il peso della concorrenza impari con le grandi aziende e i colossi del web. Tanto che ieri mattina sono comparsi in via Roma numerosi manifesti anonimi contro Amazon e contro lo “sfruttamento” dei dipendenti da parte delle multinazionali. Mentre nel pomeriggio i lavoratori di Zara hanno scioperato contro «gli stipendi troppo bassi e mancata equità».

Sotto i portici però la maggior parte dei torinesi in giro per shopping aveva in mano buste piene di vestiti comprati proprio nei negozi delle multinazionali, come Zara, H&M e Bershka. Certo non marchi di grande qualità ma dai prezzi accessibili anche a chi non può permettersi grandi spese. «Compriamo soltanto un paio di scarpe e mutande, andiamo al risparmio» spiega Ippolita in giro per via Roma con il figlio Martino.

Considerando i rincari il budget a disposizione dei torinesi sembra essersi assottigliato notevolmente. «La spesa di tutti i giorni è aumentata a dismisura, quest’anno quindi spenderò meno dell’anno scorso» dice Elisa. Gli sconti oscillano un po’ ovunque tra il 20 e il 50%, in certi casi si arriva addirittura al 70%. E i torinesi ne hanno approfittato per portarsi avanti con gli acquisti di Natale. «Stiamo cercando già qualche regalo visto che ci sono tanti capi di abbigliamento che costano meno» raccontano Sofia e Giovanni.

Nonostante manchi un mese alla nascita di Gesù bambino, alcuni negozi si sono già agghindati per le feste. La nuova boutique dell’intimo Victoria’s Secret, ad esempio, ha esposto in vetrina completini rossi e all’interno del negozio spuntano come funghi addobbi e alberelli natalizi. «Le vendite stanno andando bene, il capo più venduto è il bra rosso con i brillantini» spiega Erika. Non certo un reggiseno per tutte le tasche considerando che costa ben 99 euro. L’intimo sembra essere uno dei prodotti più gettonati, grande infatti è stata l’affluenza anche da Intimissimi.

Ma anche gli orologi vanno per la maggiore: davanti a Swatch c’era una lunga coda già dal mattino. «Vogliamo lo Swatch Omega degli astronauti» spiegano gli avventori. Multinazionali e grandi marchi a parte, il Black Friday viene visto male anche dai piccoli negozianti. «Noi non aderiamo alla promozione per rispetto dei clienti che comprano da noi tutto l’anno» sottolinea Furio Brianti, titolare del negozio di abbigliamento Charme in via Piatti ed ex presidente dei commercianti della Crocetta.

Il periodo per i negozianti non è certo semplice. «I prezzi degli articoli sono aumentati del 15% e gli acquisti sono calati di circa il 20%» spiega Marco Vinardi, titolare dei negozi di scarpe Piediluna, anche lui contrario al Black Friday. «Non c’è un grande movimento, tra aumenti e rincari in bolletta le vendite sono un po’ calate» confessa Alessia, commessa di Corrado in via Lagrange. «In questo modo si sta uccidendo la nostra identità culturale, viene a mancare la varietà, il governo deve sostenere il piccolo commercio» sottolinea la presidente di Fismo-Confesercenti Torino, Micaela Caudana. «Il Black Friday? Un’americanata» chiosa la presidente di Ascom Torino, Maria Luisa Coppa.

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