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BARRIERA Il grido d’allarme dei residenti: «Marciapiedi invasi da cocci e urina»

Bivacchi dall’alba al tramonto: «E le strade le ripuliamo noi»

Armati di buona volontà, cittadini e commercianti mantengono il decoro nel quartiere

Si siedono sui gradini. Bevono, fumano e quando l’alcol li manda su di giri non esitano a lanciarsi addosso bottiglie o qualsiasi cosa possa diventare un’arma. In Barriera di Milano c’è un altro spicchio di via completamente abbandonato. E’ via Leinì, nel tratto compreso dal civico 1 al 13.

Tra corso Giulio Cesare e corso Novara dove gli spacciatori viaggiano in bici e dove la droga scorre velocemente dalle mani del pusher a quelle del cliente. Tutto questo nel forte imbarazzo dei residenti, e degli artigiani, del quartiere che al mattino si armano di spazzolone e secchi d’acqua per pulire il marciapiede dalle chiazze di vomito e urina.

«Un brutto spettacolo – racconta Piero – che ormai dura da anni. Sia in inverno, nonostante il freddo, che d’estate, dove il fenomeno prende davvero una brutta piega». Con numerosi stranieri che cominciano a bivaccare dal tardo pomeriggio fino a notte fonda. Bevendo bottiglie di birra in serie che, nella migliore delle ipotesi, finiscono davanti ai portoni o direttamente sul marciapiede.

Mentre nella peggiore delle ipotesi vengono trasformate come armi, magari per danneggiare un pneumatico o un vetro di un’auto posteggiata lungo la via. «Così – continuano i residenti – non si può andare avanti. Perchè al mattino si trova di tutto e perchè rimuovere i cocci, o le scritte sulle serrande, ci scoccia non poco».

Da qui la richiesta di aumentare i controlli in via Leinì. Per tenere a distanza sia i pusher che gli ubriachi che tra il civico 1 e il 13 mettono ogni giorno le tende. «Bisogna anche vigilare – rincara Piero – su chi vende alcolici di sera. Abbiamo già assistito a svariate aggressioni, siamo stufi di continuare a vivere nel degrado».

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