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Binario, lieto e solitario

E’ deragliato un Freccia Rossa a Lodi mentre viaggiava a 280 all’ora. Morti i due macchinisti. Salvi per miracolo gli altri passeggeri. Uno, a leggere ‘sta roba, si spaventa. Invecchiando e frequentando sempre più i miei coetanei, mi capita sempre più spesso di sentire e fare quei “discorsi da vecchi” di cui, da giovane, ridevo. Roba tipo “Di questo passo chissà come andrà a finire… li metterei tutti al muro… non ci sono più le mezze stagioni… i ragazzi d’oggi sono spenti… siamo sempre stati un paese di cialtroni… guarda che Tav ha fatto in pochi anni la Spagna… la Francia l’ha inventata, la Tav, e ha le migliori ferrovie d’Europa… e la Germania, che ha il treno a levitazione da 600 Km all’ora?…”. Un buon Prozac, in questi casi, può venire dalla lettura delle statistiche ufficiali sugli incidenti ferroviari europei. Lo sapevate che l’Italia è fanalino di coda in Europa per incidenti ferroviari e per vittime? Sono dati che emergono dalla Relazione 2018 (l’ultima disponibile) dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, che vigila su 17.233 chilometri di rete. Tra il 2007 e il 2018, i valori registrati sulla rete italiana si collocano al di sotto dei valori medi registrati nei paesi europei (membri Ue più Svizzera e Finlandia) in termini di vittime (morti e feriti gravi) e di incidenti significativi, in base ai volumi di traffico. Certo, quando succede un incidente qui l’omsittoirtap (patriottismo all’incontrario) ci fa indignare. Ma la Prozacronaca, avvisandoci che accade anche altrove, fa bruciare meno l’indignazione, svelandone il lato masochistico. Sono le mezze stagioni, piuttosto, che preoccupano davvero. Dove cacchio sono finite?

collino@cronacaqui.it

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