Cronaca
Nina Kuluz ha subito anche la sospensione della potestà genitoriale

BIMBO RAPITO IN CROAZIA. Pesante condanna per la mamma di Cesare. Il papà: “Non vedo l’ora di riabbracciarlo”

Il pm aveva chiesto 2 anni, ma il giudice ha deciso di inasprire la pena

Nina Kuluz è stata condannata a 3 anni e 4 mesi per sottrazione di minore. Così stamattina il tribunale di Torino ha dato ragione ad Alessandro Avenati, il padre del piccolo Cesare portato via dalla madre in Croazia nel 2011.

La donna dovrà pagare anche una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro ed ha subito anche la sospensione della potestà genitoriale.

Vittoria per il papà di Cesare, che ha ricevuto vari pareri favorevoli anche dal tribunale di Zagabria. L’imprenditore torinese avrebbe dovuto riportare il figlio a casa già lo scorso 27 giugno, su disposizione sempre del tribunale croato, ma l’assenza di uno psicologo e di un interpete fece saltare tutto.

Soddisfazione dopo l’annuncio della sentenza. “Non vedo l’ora di riabbracciarlo”. E’ stato il commento di Alessandro Avenati.

Per Nina Kuluz il pm aveva chiesto una pena di due anni, ma il giudice ha deciso di aumentare la punizione.

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