VENARIA

Biberon avvelenato, Michele migliora. Palloncini dagli amici: «Torna presto»

La mamma interrogata in ospedale ma c’è un problema di competenza

Migliorano le condizioni del piccolo Michele, il bambino di 14 mesi che da venerdì pomeriggio si trova ricoverato all’ospedale Regina Margherita dopo che la madre gli ha fatto ingerire, con il biberon, un mix di latte, psicofarmaci e gocce di candeggina. E anche la madre, Cristina Battilana, 42 anni, è in netto miglioramento.

La donna, che da un paio di anni combatte con una brutta depressione, venerdì pomeriggio dopo aver fatto bere il biberon al figlio, si è tagliata le vene e ha ingerito un mix di farmaci e candeggina. Ora sta meglio, tanto che ieri mattina è stata ascoltata dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Torino per decidere la convalida dell’arresto stesso. La 42enne, che ancora adesso si trova all’ospedale Maria Vittoria, è difesa dall’avvocato Vittorio Pesavento e si è avvalsa della facoltà di non rispondere. La donna rimane ancora oggi in stato di fermo, dato che si è creato un problema di competenza: il tribunale di Torino è intervenuto in quanto la donna si trova al Maria Vittoria, nel territorio di propria competenza. Ma gli avvenimenti sono accaduti a Venaria, che invece è di giurisdizione del tribunale di Ivrea. E quindi dovrebbe essere quest’ultimo a procedere.

Nel frattempo, a Venaria, sulle saracinesche del bar di via Amati gestito dal padre del piccolo, sono comparsi messaggi, assieme a tanti palloncini colorati, che amici e conoscenti hanno voluto mettere per solidarietà e vicinanza. “Ti aspettiamo a casa”, “Torna presto” e “Siamo tutti con voi”. Questi i messaggi che hanno adornato le serrande del bar. Una vicenda che ha lasciato amarezza e incredulità nell’intera comunità venariese. Con tante persone, amici inclusi, che hanno deciso di lasciare un piccolo messaggio di speranza per il piccolo e per la sua famiglia.

E le notizie che trapelano dall’ospedale Regina Margherita sono ottimistiche. Il bimbo è ancora ricoverato, per monitorare le sue condizioni e, soprattutto, per controllare che le sostanze parzialmente ingerite non abbiano arrecato danni ma ormai pare fuori pericolo.

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