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Cronaca
IVREA

Bettazzi è cardinale in pectore? Il mistero mai svelato di Wojtyla

Dopo la nomina di Miglio nel Sacro Collegio, un retroscena sul “vescovo rosso”

Con l’elevazione alla porpora di Arrigo Miglio, già vescovo di Ivrea, torna a circolare un vecchio retroscena che ahimè, però, nessuno oggi è in grado di confermare o smentire. La vicenda viene rilanciata in ambienti di curia che riferiscono che il vescovo emerito sotto le “Rosse Torri”, Luigi Bettazzi sia cardinale già dal 21 ottobre del 2003. Cioè da quando, nell’ultimo Concistoro, papa Wojtyla annunciò al mondo la nomina di un cardinale “in pectore”. Cioè di un porporato la cui identità rimane segreta e che, in assenza di documentazione autografa del papa al momento della sua morte, decade dalla carica nel Sacro Collegio. E San Giovanni Paolo II non ha lasciato scritti in merito. Sul perché non rendere pubblica la nomina di Bettazzi a cardinale le opinioni sono univoche: «Una figura troppo divisiva»; «La sua nomina poteva suscitare la reazione dei tradizionalisti». Ma l’ipotesi più credibile sarebbe quella che, nel corso del pontificato di Wojtyla, Bettazzi avrebbe ricoperto il ruolo ombra di «nunzio apostolico (ambasciatore del papa) itinerante, specie in Oriente» con l’approvazione non ufficiale, ma con la riconoscenza da parte della Santa Sede. Una missione delicata (specie quella in Vietnam), ma senza i crismi dell’ufficialità e ai limiti dell’ortodossia diplomatica. Insomma una missione segreta che Wojtyla avrebbe apprezzato, fino ad arrivare a concedere la porpora a Bettazzi. L’emerito, dunque, titolare della piccola diocesi eporediese, avrebbe avuto un ruolo essenziale e importante per la Chiesa, ma ricoperto con estrema discrezione. Che poi Bettazzi sia sempre stato ben informato su ciò che avviene all’interno delle Mura Leonine, lo prova il fatto che ha annunciato con ben un anno di anticipo (forse se lo è lasciato sfuggire) che papa Ratzinger si sarebbe dimesso, cosa che poi è avvenuta come da lui previsto per tempo. Ora Bettazzi, ultra novantenne, conduce una vita riservata nella sua residenza sulla Serra e se sia cardinale, o lo sia stato per un certo periodo, «neanche lui lo può sapere».

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