TavTunnel
Il Borghese

Basta chiacchiere adesso si scava

A fatica, tra mille se e tanti forse, la Tav comincia a portarci lavoro. I primi cinquanta operai entreranno nel buco della montagna a Chiomonte tra qualche settimana. Giusto il tempo per dare l’avvio ai lavori di allargamento della galleria geognostica da parte di Telt, che è la società appaltatrice.

Un piccolo passo, ma significativo, quello che vedrà marciare i primi operai. Perché adesso non si può più tornare indietro nonostante i mal di pancia dei Cinque Stelle, le manifestazioni dei No Tav, i tentennamenti della politica. Si apre un capitolo nuovo dove sarebbe auspicabile la pacificazione della Valle di fronte alla concreta possibilità che si sblocchino anche i quasi cento milioni di euro delle compensazioni. Che, in parole povere, vogliono dire opere, lavoro e sviluppo.

Piaccia o non piaccia, il tunnel dell’Alta Velocità serve come il pane non solo perché apre la strada verso i grandi percorsi europei ma soprattutto perché risolve la paralisi del più grande cantiere di casa nostra. Ad essere onesti tutto è cominciato in piazza Castello, a novembre del 2018, quando l’ex sottosegretario Mino Giachino e le sette Madamin hanno radunato oltre 30mila persone sotto il vessillo Sì Tav che di fatto sconfessava il Governo e chiedeva sviluppo e progresso per Torino e il Piemonte.

Un evento straordinario, paragonabile solo alla storica Marcia dei 40mila che ha costretto ad un cambio di passo rispetto ai veti della politica. Ora resta da mettere nero su bianco la nomina del prefetto Claudio Palomba a presidente dell’Osservatorio. Per cominciare a lavorare davvero e garantire ciò che spetta alla Val di Susa, dopo trent’anni di chiacchiere.

fossati@cronacaqui.it

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