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Basta bastardi

Cos’hanno in comune queste due notizie? La prima è una truffa ai danni di una 85enne torinese, derubata di tutti i suoi risparmi col trucco telefonico del falso incidente alla figlia, la seconda è il furto di cappuccino e brioche in un bar di cinesi. L’entità no, perché la prima ha fruttato 15mila euro tra contanti e ori, la seconda 4 euro.

Le conseguenze neanche, perché nel primo caso erano risparmi di una vita, ma la vecchia è illesa, mentre nel secondo i cinesi sono finiti all’ospedale con lievi contusioni, ma il danno è irrisorio. Per me hanno in comune la scelta di una vittima facile. I vecchi sono fragili, inermi e creduloni, raramente reagiscono. I cinesi sono riservati, non violenti, e cercano di evitare le grane perché portano indagini e ispezioni, e spesso i loro commerci non sono igienicamente o contributivamente a posto.

Ne parlo perché conosco la vecchietta, e ho visto nei suoi occhi tutta l’angoscia e la vergogna per esserci cascata, rischiando ora anche l’interdizione da parte dei figli. Ma anche il furto di Genova mi ha colpito per la banalità guappa e vigliacca del metodo: il ladro consuma, poi si rifiuta di pagare perché “il cappuccino scottava e mi sono bruciato la lingua, voi cinesi di merda ci avete portato il Covid e ci rubate il lavoro”.

Un barista italiano l’avrebbe appeso al muro, ma i cinesi sono gente educata. Obiettano che bastava dirlo e avrebbero messo latte freddo nel cappuccino, ma lui esce. Lo inseguono, nasce una rissa, arrivano i caramba, e nel caos lui scappa. È vero, la differenza del bottino è abissale, ma la mentalità è la stessa: la vittima facile. Si comincia col cappuccino ai cinesi e si finisce a derubare i vecchi. Bastardi.

collino@cronacaqui.it

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