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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Barriera Milano vuole sicurezza

Inutile negarlo: ai giornali piacciono parole come killer, baby gang, banlieue. Parole prese a prestito dall’inglese o dal francese. Per fare colpo. E così un delitto può assomigliare al titolo di un film, una banda di ragazzotti ad Arancia Meccanica, per chi ne ha ancora memoria. E una periferia abbandonata a se stessa, dove la droga diventa il rifugio per troppi clandestini assoldati dai trafficanti, viene dipinta come una banlieue parigina. Come se facesse più notizia il degrado spinto al limite, le chiese assediate dai pusher, i parroci disperati, la rabbia della gente per bene che è costretta ad improvvisarsi 007 per filmare lo scempio sui marciapiedi di casa. O addirittura il sesso libero sul cofano di un’auto, o le rapine agli anziani. Ma paragonare Barriera di Milano ad una banlieue come Bobigny a nord di Parigi o Argenteuil messe a ferro e fuoco a febbraio negli scontri tra residenti e polizia dopo la morte di un ragazzo brutalizzato da tre agenti, significa marchiare un quartiere che inizia là dove finisce il centro e che denuncia da troppo tempo l’escalation della criminalità, compreso l’assalto di un gruppo di senegalesi che domenica sera ha circondato e assaltato una volante della polizia. Credo che prima di fare paragoni serva riflettere sulle responsabilità di chi ha lasciato mano libera ai criminali e agli spacciatori. Sei arresti quasi in contemporanea ci dicono che forse tra gli assalitori c’erano proprio loro, i pusher che ora temono di perdere la piazza dello spaccio. Si interroghi la politica, e anche la magistratura. Cosa è stato fatto, davvero, per questo e altri quartieri periferici? E quanto ancora si dovrà pagare il prezzo di una magistratura che libera dopo arresti in piena flagranza di reato? Le responsabilità sono di chi ha fatto poco, o nulla. Solo promesse elettorali e mano morbida dei legislatori nelle condanne perché le galere traboccano. Politica e magistratura si incontrino. La Barriera merita dignità.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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