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IL CASO Le panchine ostaggio del bivacco sulle sponde della Dora e in via Alimonda

Barboni e disperati nei giardini: le telecamere non bastano più

L’Amiat interviene quotidianamente ma il degrado continua: danneggiamenti e inciviltà a tutte le ore

Panchine occupate da senzatetto o da qualche ubriacone che si è appena scolato una bottiglia. Giacigli costruiti con cartelloni e coperte, bicchieri di vino appoggiati a ogni angolo, cocci sparpagliati nell’area verde. Un degrado che continua a contagiare i giardini e le sponde della Dora, quartiere Aurora. Una situazione che rischia di peggiorare con l’esplosione dell’estate. I bivacchi tra corso Giulio Cesare e via Aosta si vedono anche in pieno giorno. Con le panchine del giardino perennemente occupate da disperati, mentre i bidoncini già traboccano di rifiuti e bottiglie di birra. Le stesse che, purtroppo, contiamo anche a due passi dal fiume. Magari nascoste dal’erba alta che in questo caso diventa preziosa amica di chi perde le proprie giornate a bere.

«Così non ci siamo – racconta un residente -. Al mattino devo farmi largo tra i clochard coricati per terra. L’odore di urina è bestiale». Amiat interviene tutti i giorni ma contrastare questo andazzo sembra difficile. Anche chi vive nei pressi dei giardini Madre Teresa di Calcutta e Alimonda segnala problemi analoghi. Nel primo caso le telecamere hanno avuto un effetto importante, cacciando gli spacciatori che – però – si sono spostati di pochi metri. Ai giardini del Toro, invece, molte panchine vengono prese di mira dai clochard. La risposta di comitati e associazioni è affidata a numerosi eventi, da organizzare nel fine settimana. Dai tornei di pallavolo alle feste in grado di richiamare i residenti in strada. Senza paura delle ritorsioni dei pusher.

«Ma non basta l’impegno dei cittadini – protesta il capogruppo di FdI della circoscrizione Sette, Patrizia Alessi – e non sono sufficienti nemmeno le telecamere chieste alla sindaca Appendino. Il problema si sposta solo ma non lo si risolve veramente». Con riferimento alla recente proposta del presidente del centro civico, Luca Deri. «Servono anche i controlli – continua Alessi – o le cose torneranno a precipitare».

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