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Spettacolo
ROMANO

Barbara Bouchet icona sexy al Tff: «Il mio ballo ha stregato Tarantino»

Bagno di folla per la proiezione di ieri del poliziottesco «Questo genere non tramonta». Star della domenica anche Bocci, Ragonese, Martone, Veronesi e Zurzolo

Nei giorni scorsi ha sparato a zero contro il cinema hollywoodiano dichiarando che: «A causa della Marvel non ci sono più star, le star sono i personaggi, Thor, Captain America, non gli attori che li interpretano». Giudizio diverso quello di Quentin Tarantino, sua maestà il regista – fresco di pubblicazione del suo primo saggio “Cinema speculation” – verso un genere che nato di serie B è riuscito a sopravvivere alla storia: l’italiano poliziottesco. Tra cui “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo, uno dei titoli cult del Torino Film Festival edizione numero quaranta, assoluto protagonista della giornata di ieri grazie alla presentazione della sua versione restaurata avvenuta alle 19,30 al cinema Romano, ovviamente sold out da giorni, alla presenza della sua protagonista femminile, la divina Barbara Bouchet.

Come non ricordare, allora, anche Carlo Ausino, il regista torinese di “Torino violenta” nome di punta di questo genere precursore del pulp.

«Barbara qui, una foto», l’urlo dei paparazzi di fronte alla regina degli anni Settanta e Ottanta che alla faccia di tutto e tutte continua a essere un sex symbol. «Quando siamo stati insieme a Venezia, Tarantino mi ha tartassata per sapere chi mi insegnò a ballare su quel cubo, “nessuno” gli risposi, ma lui non ci credette. Mi disse che stava preparando un film, voleva mettere una donna che balla, e voleva i miei consigli. Lui si è fatto molto ispirare dai poliziotteschi specie da questo, mi telefonò anche per una parte in “Bastardi senza gloria” ma poi non se ne fece nulla. Credo che rimase folgorato dai miei piedi nudi dato che poi li ha riportati in molti suoi film. Detto questo, sono onorata e felice di essere stata la madrina della presentazione di ieri sera, questi generi di film considerati al tempo dei “B movie” stanno dimostrando, in realtà, di essere intramontabili, sono un vanto per il cinema internazionale». Cult a parte, ieri è stata un’altra giornata di sold out e divi al Tff. A catalizzare l’attenzione dei cinefili, ancora loro, le masterclass, quella con Mario Martone che girerà presto un film sulla vita di Massimo Troisi e quella con Pilar Fogliati e Giovanni Veronesi. E poi ancora proiezioni. Quella del doc di Isabella Ragonese su “Rosa Balistreri”, per esempio. I più giovani, invece, non si sono persi l’occasione di vedere dal vivo l’idolo Lorenzo Zurzolo presente all’anteprima pomeridiana al Greenwich di “EO” di Jerzy Skolimowski. Tanta la curiosità, infine, dei torinesi che alle 21,15 hanno assistito al Romano all’anteprima del Marco Bocci, “La caccia”, in cui ha diretto la moglie Laura Chiatti, con Pietro Sermonti e Paolo Pierobon, per non parlare del “Caligola” di Tinto Brass con Malcolm McDowell.

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