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Buonanotte

Barba e barbera

La guerra in Ucraina ha scacciato il Covid dai Tg, dai salotti televisivi e dai social, ma continuerà a far sentire i suoi effetti anche quando sarà finita o sospesa. Proprio come il Covid, che è passato, ma in molti che l’hanno fatto in forma leggera continuerà per mesi o anni a farsi sentire sotto forma di “long Covid”. Spossatezza, assenze olfattive, tossi, fiato corto: tutti strascichi del grande babau. Esattamente come prezzi esorbitanti, disoccupazione e nuove povertà saranno gli strascichi della guerra. Perciò passa la voglia di parlarne.

Da giovane mi capitava spesso in montagna di trovare a qualche tavolo di osteria un ‘barba’ del luogo che davanti al suo quartino di barbera attaccava bottone con la frase “e alora, còsa as dis a Turin?”. Come se Torino fosse in America. È vero, la Tv era rara, aveva solo un canale e non era invadente come oggi, ma la radio e i giornali arrivavano anche nei posti più sperduti. Anche lassù le notizie erano oggetto di conversazione come oggi sui social. I commenti erano però sempre gli stessi, e l’arrivo di un “cittadino” faceva sperare a quegli animi naïf che a Torino si sapesse di più e si dicesse chissà cosa.

M’intenerisco a pensarci. Anche perché io, già allora goloso di passato, glissavo sul presente e portavo agevolmente i vecchi a raccontare della loro gioventù (cosa che ogni anziano fa volentieri). Dicevo due robette scontate sull’attualità, e ricevevo in cambio storie appassionanti di bracconaggi, segreti agricoli, fatiche, masche, corteggiamenti, usanze di anni antichi. E adesso che sono io il vecchietto con pipa e barba bianca, ho la fortuna di avere voi come ascoltatori. Barbera o no, che si dice a Torino?

collino@cronacaqui.it

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