Bambini al freddo nella scuola materna di via Brigate Partigiane
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E’ successo alla scuola materna di via Brigate Partigiane

I bambini due giorni al freddo per un guasto al riscaldamento

I genitori sul piede di guerra: «Il Comune deve scusarsi»

Genitori inferociti e bambini al freddo per ben due giorni, costretti a rimanere per l’intera giornata con addosso il piumino. Succede alla scuola materna di via Brigate Partigiane a Cuorgnè, nello stabile in cui si trova anche l’asilo nido.

Per due giorni i bambini sono rimasti tutti al freddo per un guasto della caldaia, tanto che le maestre al secondo giorno hanno telefonato ai genitori per segnalare la situazione e chi ha voluto è potuto andare a prendere i propri figli. Il black out è iniziato nella mattinata di giovedì, quando la caldaia, forse non nuovissima, è andata in blocco e le due sezioni della materna e il nido sono restati senza riscaldamento e acqua calda. Nella giornata sono arrivati i tecnici, ma non sono riusciti ad aggiustare il guasto.

«Nella mattinata di venerdì – ricorda Massimo, un genitore – alle 11, ci hanno detto che dopo il pranzo che ormai era ordinato, chi voleva poteva andare a prendere i bambini perché non si era risolto il problema della caldaia, e quindi erano ancora al freddo». Dalle famiglie sono partite proteste e lettere verso il Comune, ma nessuno pare abbia fornito delle spiegazioni plausibili.

«Come genitore – dice Francesca, una mamma inferocita, anche perché sua figlia era appena guarita da una brutta influenza pretendo delle spiegazioni, non è accettabile che questi tecnici dopo il primo intervento non abbiano comunicato nulla alle operatrici della materna. Se ci avessero avvertito, magari il secondo giorno avremmo tenuto i nostri figli a casa e non li avremmo portati in una struttura al freddo» Un altro genitore afferma di aver avvertito il sindaco Beppe Pezzetto. «Mi diceva che non sapeva nulla e che si sarebbe informato » . « E’ necessario che qualcuno si assuma le proprie responsabilità – attacca un’altra mamma – e chieda scusa a noi genitori che paghiamo profumatamente il servizio del nido. Non vogliamo fare della polemica sterile fine a se stessa, ma un briciolo di attenzione in più da parte del Comune non guasterebbe ». Lunedì mattina è tutto tornato alla normalità.

 

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