IL FATTO Dramma della depressione in un alloggio di Venaria

Avvelena il biberon del suo bambino e tenta di suicidarsi

Ha lasciato solo un messaggio di spiegazioni: salvati in extremis, sono entrambi ricoverati

Ha preparato il biberon per il suo bambino di 14 mesi ma insieme al latte e ai biscotti, all’interno ha versato anche psicofarmaci e candeggina. Prima ha avvicinato quel mix letale alla bocca del suo piccolo, convinta di ucciderlo e poi, dopo averglielo fatto bere, ha cercato di suicidarsi.

Si è sfiorato il dramma ieri pomeriggio in un condominio di via Amati, a Venaria. Solo la fortuna, infatti, ha salvato la vita di mamma e figlio, soccorsi in tempo perché il compagno, titolare di un bar proprio sotto casa, si è insospettito non vedendo e non sentendo la donna. È stato lui a trovarli e a chiamare il 112, permettendo alle ambulanze di arrivare appena in tempo per salvare entrambi.

L’allarme è scattato alle 15, nell’appartamento di Cristina Battilana, 42 anni, una donna che da un paio di anni combatte con una brutta depressione. Non è sola: non solo perché il compagno le è sempre vicino ma anche perché è seguita dai medici che le avevano prescritto quelle stesse medicine che dovevano aiutarla a guarire e che invece ha utilizzato per cercare di uccidere il suo piccolo Michele. Perché lei aveva deciso di porre fine alla propria sofferenza, portandolo con sé: così, dopo averlo avvelenato, prima si è tagliata braccia e collo con un coltello a serramanico e poi ha ingurgitato un cocktail di farmaci.

Sul posto, oltre alle ambulanze, sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Venaria, che hanno poi provveduto ad arrestare la donna per tentato omicidio. Saranno loro a cercare di capire cosa l’ha spinta a un gesto simile. Una spiegazione che probabilmente si trova nel biglietto che lei aveva lasciato in casa e in alcuni messaggi sul suo cellulare, sequestrato dai militari insieme a farmaci, coltello e allo stesso appartamento.

Michele è stato ricoverato al Regina Margherita, al termine di una disperata corsa in un’ambulanza scortata, a sirene spiegate, da una gazzella dei carabinieri della Reale. Per fortuna, le sue condizioni sono meno gravi di come temuto nei primi minuti: è sveglio, cosciente, in condizioni buone e con valori vitali nella norma. Ovviamente resterà comunque ricoverato nel reparto di Pediatria e tenuto sotto osservazione a scopo precauzionale. Peggiori le condizioni della mamma, che è stata portata al Maria Vittoria dove è stata sottoposta a lavanda gastrica e alla suturazione dei tagli su collo e braccia. La prognosi per lei è riservata ma non dovrebbe comunque essere in pericolo di vita.

I parenti ieri si sono stretti in un comprensibile silenzio e anche in via Amati c’era poca voglia di commentare quanto accaduto. Nel condominio, i vicini hanno raccontato di una donna che non faceva trasparire nulla della situazione che stava vivendo. «Quando la incrociavo con il passeggino – racconta una condomina -, mi salutava. Adesso era qualche settimana che non la vedevo ma facendo più freddo ho pensato non volesse uscire per proteggere il bambino. Mai avrei immaginato potesse arrivare a tanto. Mi spiace perché è davvero una brava ragazza».

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