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IL CASO

AUTUNNO NERO. Licenziamenti, una bomba a orologeria

L’allarme dei sindacati, che chiedono investimenti urgenti: «In Piemonte rischiamo di perdere 80mila posti»

L’incognita riguarda la portata dell’onda d’urto. Quella dei licenziamenti è una bomba a orologeria, che speriamo non lasci sul campo tanti lavoratori, ma ciò dipenderà dalla capacità di disinnescarla con interventi appropriati. Le variabili in campo sono tante, bisognerà scegliere con intelligenza e competenza. Alcuni indicatori, purtroppo, giustificano l’utilizzo di metafore che rimandano a scenari di guerra. Le stesse previsioni sui rischi, fatte dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, secondo cui i posti di lavoro a rischio, in Italia, sarebbero un milione, la dicono lunga, al di là della polemica, sulla posta in gioco.

«Se la previsione si avverasse – ragiona il segretario generale della Uil Torino e PiemonteGianni Cortese – si tratterebbe di una perdita del 4/5% circa di posti di lavoro, che traslato sulla base occupazionale della nostra regione corrisponderebbero a 70/80mila persone». Questa, ovviamente, «sarebbe una vera e propria sciagura economica e sociale».

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