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Economia
Veicoli di seconda mano carissimi e introvabili

Auto, l’usato vale oro: i prezzi volano a +23%, aspettando gli incentivi

La preoccupazione dei concessionari di Torino per i rincari. Vendite in forte calo e pochi modelli rimasti sul mercato

Fino a un anno fa si comprava un’auto usata per spendere meno, ora non è più così. Le vetture di seconda mano hanno raggiunto prezzi folli perché la domanda è schizzata alle stelle. Il motivo? Per comprare un’auto nuova bisogna attendere mesi, tra la crisi dei semiconduttori e la guerra in Ucraina che ha bloccato vari stabilimenti e le sanzioni imposte dall’Europa alla Russia. Di conseguenza è partita la corsa alle auto di seconda mano e il prezzo si è alzato vertiginosamente.

PREZZI ALLE STELLE
AutoScout indica a marzo di quest’anno il prezzo medio di una vettura a 21.416 euro, ovvero il 23% in più rispetto al valore registrato nello stesso mese del 2021, pari a 17.348 euro. «Ma su Torino l’aumento è anche maggiore – spiega Paolo Rosboch, direttore della concessionaria Auto Vip di corso Botticelli -, l’usato non è più conveniente come una volte, ha raggiunto prezzi molto alti, quasi come il nuovo, sotto i 6mila euro non si trova quasi più nulla». E anche la scelta dei modelli è limitata. «Le immatricolazioni si sono ridotte del 50% e di conseguenza c’è una grande carenza di usato a fronte della grande richiesta – spiegano da Autoingros -, ora abbiamo 1.500 vetture, ma un anno fa erano circa il doppio. I prezzi sono saliti e la carenza di prodotto porta all’incapacità del mercato». Di conseguenza «Le vendite vanno male perché sul mercato c’è pochissimo usato e quello che si trova è carissimo – spiega Piero Di Prima, titolare di un concessionario in corso Casale 235 -. La situazione da gennaio a oggi è peggiorata a vista d’occhio. Inoltre a Torino i diesel non si vendono più per via dei blocchi».

Per una Fiat 500 usata del 2015 si spendono mediamente 12.090 euro e per una del 2020 si arriva a 15.190. Una Audi diesel del 2019 costa ben 27.800 euro. La Yaris ibrida oscilla tra i 14mila euro euro per un modello del 2016 e i 17.700 per un 2020. La Tesla elettrica M3 usata del 2019 costa circa 42mila euro a salire a 51.900 per un modello dell’anno scorso.

LE PIU’ RICHIESTE
AutoScout ha stilato la classifica delle auto usate più richieste di marzo 2021. Tra le benzina vince la Fiat 500, seguita dalla Panda. Tra le auto diesel la più richiesta è l’Audi A3, poi la Golf. A Gpl/metano dominano la Panda e la Ypsilon. Tra le ibride i primi due gradini del podio sono di casa Toyota con la Yaris seguita dalla Ch-R. Tesla Model 3 e Renault Zoe sono le elettriche più ambite.

GUERRA E SPECULAZIONE
Tra i motivi dell’aumento dei prezzi delle auto, anche sul nuovo, c’è di sicuro la guerra in Ucraina che ha bloccato la produzione in vari stabilimenti. Inoltre le sanzioni imposte verso la Russia da tutto il mondo occidentale stanno creando grossi problemi ai costruttori automobilistici. In Russia, infatti, sono presenti con impianti produttivi alcuni importanti costruttori come Renault, Volkswagen, Stellantis, Hyundai e Kia. «Mancano i componenti elettronici prodotti in molte fabbriche in Ucraina, come i cablaggi Volkswagen, Renault, Dacia, Bmw e Mercedes» spiega Paolo Rosboch di Auto Vip. A questo problema si aggiunge la crisi dei semiconduttori presente già prima della guerra. Non mancano però fenomeni speculativi. «Con gli incentivi sulle auto elettriche in arrivo – spiega Rosboch – molti marchi hanno già aumentato i prezzi delle auto elettriche anche di mille euro».

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