EternitGiustizia
Cronaca
IL PROCESSO Dall’Afeva alla Cgil della Campania ai Comuni del Monferrato: la difesa si oppone

In aula è già battaglia sulle 28 parti civili. Per ora si procede per omicidio colposo

Il giudice Federica Florio ha fissato al 15 febbraio la prossima udienza, per leggere le motivazioni della Cassazione

La prima udienza del processo “Eternit bis” dopo il pronunciamento della Cassazione che ha spezzettato il procedimento tra Torino, Vercelli, Reggio Emilia e Napoli derubricando l’accusa in omicidio colposo si apre con il confronto sulle 28 richieste di costituzione di parte civile presentata da altrettante associazioni e Comuni oltre che dai famigliari di Giulio Testore e Rita Rondano, morti per mesotelioma a Cavagnolo.

A chiedere di entrare nel processo sono state l’Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro, la Uil Alessandria, la Uil Piemonte, la Fenealuil di Alessandria, la Usr Cisl Piemonte, la Ust Cisl Alessandria-Asti, l’Inail, la Cgil Piemonte, la Cgil Alessandria.

E poi ancora l’Associazione familiari vittime amianto di Casale, la Cgil nazionale e la Cgil Campania (per lo stabilimento Eternit di Bagnoli), la Fillea Cgil Campania e i Comuni di Cella Monte, Porzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Ozzano Monferrato e Casale Monferrato.

CONTINUA A LEGGERE IL GIORNALE IN EDICOLA OGGI

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo