Attenzione ai desideri

Notte di San Lorenzo (Depositphotos)

Esprimete un desiderio. Eh sì, perché è la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti, anche se le Perseidi non è che stiano proprio lì con il nostro calendario in mano, dal momento che il picco si riscontra spesso nei giorni successivi. Ma questa notte resta quella dell’appuntamento per eccellenza, dunque occhi al cielo e lista dei desideri ben chiara in testa. Sapete come nasce questa tradizione?

San Lorenzo fu bruciato vivo proprio in questa data, nel secondo secolo dopo Cristo, e allora il “pianto divino” viene considerato come elemento di grazia. Non come nell’antichità, quando gli eventi celesti (e in generale una buona parte di quelli naturali…) erano visti come portatori di sventura. Sarà che in certe epoche oscure non è che ci volesse molto a cogliere un collegamento tra un meteorite e una strage, una guerra, un’invasione, la morte di un importante re…

Però il segno nefasto godeva di buona pubblicistica, diciamo, e faceva francamente comodo. Di evoluzione in evoluzione siamo arrivati al punto che forse cominciamo a temere le buone notizie, i segnali positivi. «Dove sta la fregatura?», siamo portati a pensare in tanti. E poiché di fregature è già pieno il mondo, ci piace ritagliarci un momento, una data per guardare al cielo (magari per una volta non attraverso la videocamera dello smartphone) e formulare un desiderio, con l’innocenza dei bambini. Ma se siamo adulti dobbiamo ricordarci di stare bene attenti a quel che chiediamo: potremmo ottenerlo.

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