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Il Borghese

Attenti alle zebre

Le strisce pedonali dipinte proprio accanto alla fermata del bus, sono ridotte a qualche macchia bianca affogata nel grigio. Ma la signora con il cagnolino appresso azzarda l’attraversamento di buon passo. L’automobilista su un’utilitaria blu scuro frena d’impulso tra lo stridere delle gomme. Tutto finisce con reciproco spavento, ma senza danni. Poteva andare peggio. Le zebre, come la chiamavamo da ragazzini, devono essere visibili, ben marcate, non il residuo di una pittura che probabilmente risale ad anni addietro. Ma ormai Torino, pesantemente invischiata in una trascuratezza che spesso sfocia nel degrado ha dimenticato anche questa pittura di civiltà. Il segno, ad essere pignoli, che su quella strada, ormai satura di buche e di sconnessioni, l’asfalto è usurato, consunto dai pneumatici dei veicoli pesanti e dunque scivoloso. Dunque praticamente il sedime stradale è abbandonato a se stesso dal centro alle periferie, sui grandi corsi, persino nei controviali. E la mancanza di una manutenzione programmata probabilmente ha fatto salire l’investimento per ridare sicurezza a pedoni e automobilisti a svariate centinaia di migliaia di euro. Forse milioni. Il che fa temere che la situazione possa solo peggiorare. Eppure, come dice un mio saggio amico è meglio riparare che risarcire. E lui fa riferimento alla mole di richieste danni avanzate contro il Comune in questi anni. Quasi 5 mila, con una media di tre al giorno. Quello che il mio amico non sa è che soltanto una piccolissima parte arrivano in fondo alla causa, rinunciando al risarcimento perché chiedere giustizia costa troppo caro. Come dire che il cittadino conta come un due da picche, anche quando ha ragione da vendere.

fossati@cronacaqui.it

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