Green Pass
Cronaca
IL CASO

Attentato dei No pass: catene lungo i binari, treni bloccati per ore

Ieri mattina alle 6 a Meana di Susa: cinque incappucciati lasciano uno striscione, ma il coordinamento delle proteste No Vax condanna il blitz. Indaga la Digos

Ferrovia internazionale Torino-Bardonecchia-Francia bloccata, ieri mattina, da un “commando” di cinque incappucciati. Alla stazione di Meana, in Valle di Susa, gli sconosciuti hanno sbarrato i binari con transenne, catene antifurto d’acciaio e lucchetti, acceso fumogeni di colore rosso e srotolato, prima di darsi alla fuga, uno striscione con la scritta “No Vax, blocchiamo tutto”. A farne le spese sono stati due treni, uno passeggeri con a bordo prevalentemente pendolari e uno merci, rimasti bloccati un’ora mentre la barriera veniva rimossa. È accaduto poco prima delle 6, quando uno dei cinque attentatori, agitando un bengala rosso accanto ai binari, ha dato il via al blitz paralizzando il traffico sulla linea ferroviaria. Primi a pagarne le conseguenze i passeggeri del regionale 26905 Bardonecchia-Torino che sono poi stati dirottati su un altro treno. In mattinata la circolazione ferroviaria è lentamente tornata alla normalità. A indagare, dopo i sopralluoghi della polizia Ferroviaria, è la Digos della questura di Torino che sta svolgendo accertamenti sul materiale ritrovato e cercando video di telecamere di sorveglianza. L’azione segue di poche ore una manifestazione che si era svolta nel pomeriggio di domenica in piazza della Repubblica a Susa e alla quale avevano partecipato una quarantina di attivisti No Green Pass. Gli investigatori che indagano per «attentato ai trasporti», sospettano che il fatto rilevi «un innalzamento del livello criminale della protesta No vax e un cambiamento di strategia», verosimilmente da parte di un gruppo («non particolarmente numeroso») che avrebbe le sue radici proprio in Val di Susa. Qualche dubbio anche sulla matrice: «Certamente il gesto riguarda la contestazione del Green pass, ma chi ha partecipato all’azione potrebbe anche appartenere a gruppi e movimenti di altra natura», ma non necessariamente No Tav, sembrano escludere gli investigatori. Si guarda con maggiore attenzione, invece, alla galassia anarchica che, fin dall’inizio delle proteste No vax e No green pass, è sempre stata presente in quasi tutte le manifestazioni che si sono svolte sia a Torino che in provincia. Gesto, quello di Meana di Susa, stigmatizzato dal coordinamento “Io apro” che in qualche modo ha coordinato la protesta contro il passaporto verde: «Una cosa è protestare – si legge in una nota – in modo democratico, un’altra mettere rischio l’incolumità delle persone che sui treni viaggiano per recarsi al lavoro».

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