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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Attacchiamoci alla Mole…

Continuare ad accendere la Mole, come simbolo di una Torino che nonostante tutto non vuole inginocchiarsi di fronte alla crisi, oppure spegnerla in ossequio al risparmio come sembrerebbe indicare lo status di un’economia da guerra? Oggi il sindaco Stefano Lo Russo si troverà di fronte a questo dilemma che non è assolutamente banale, come potrebbe apparire. Se è vero che lasciare le luci spente sul monumento dell’Antonelli significherebbe far risparmiare alla città circa 12mila euro, allo stesso tempo c’è da considerare il valore simbolico del gesto che in ogni caso è destinato a suscitare polemiche. Mole sì, o Mole no? Questo è uno dei casi in cui la politica non può trincerarsi dietro ai soliti tentennamenti e deve fare il suo mestiere, cioè deve decidere. E deve farlo allargando lo sguardo all’intera città, scegliendo di spegnerla o di lasciarla viva, magari cercando tra i privati le risorse necessarie. Tempi come questi richiedono realismo. E decisioni rapide e concrete. Come quella, votata a larga maggioranza dai nostri lettori, sul prolungamento dell’ora legale che consentirebbe risparmi su scala nazionale di un miliardo di euro in due anni, con una scelta a costo zero. Decisione che pure si scontra con incomprensibili resistenze che non ci paiono legate ad improbabili lobbies delle lancette, ma piuttosto a pigrizie politiche di chi è abituato a procrastinare anche il fattibile, nonostante si pianga miseria ad ogni pie sospinto. Lo Russo spegnerà? E lo farà mettendo nel pacchetto risparmio anche gli altri monumenti? A conti fatti il buio non paga le altre bollette, ma se il sindaco vuole lanciare un messaggio positivo verso i cittadini, allora la vicenda ha tutto un altro sapore. E il buio avanza.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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