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Cronaca
IN PROVINCIA

Assembramenti alle fermate. Trasporti: tutto è come prima

Per studenti e pendolari il numero delle corse è insufficiente alle necessità

Il caos non c’è stato, ma rispetto a prima della chiusura delle scuole, per ciò che riguarda i trasporti, non è cambiato nulla. Bus e treni sempre pieni, sia nei tragitti di andata che in quelli di ritorno. Assoluta mancanza di controlli, sia dei biglietti, per non parare del Green pass. Ma la stragrande maggioranza dei viaggiatori, ieri, sia studenti che lavoratori, indossava la mascherina Ffp2. La criticità maggiore si è avuta a quello che può essere definito, un vero e proprio «assalto ai pullman» al termine delle lezioni, in una fasci oraria compresa tra le 12,30 e le 14. A Ivrea, Carignano, Moncalieri, Rivoli, Susa, Chieri e Chivasso e in tutti i centri della provincia “poli” studenteschi. Più ancora che all’interno dei mezzi, il vero assembramento si crea alle fermate: «Perché tutti noi – spiegano alcuni studenti – vogliamo arrivare in tempo a casa per pranzare ad un orario decente e cerchiamo di prendere il primo autobus a disposizione. Purtroppo non sono molti e la frequenza non è stata aumentata dalle ditte che se ne occupano. Non si può uscire da scuola alle 13/13,30 e arrivare a casa alle 16, quando si tratta di percorrere 10-15 chilometri. Devono mettere più bus in servizio perché quando poi si rincasa, oltre al pranzo ci sono i compiti e le attività e non possiamo perdere due ore alle fermate ad attendere autobus che non passano e quelli che ci sono sono strapieni». Un piano trasporti per la provincia, adeguato alle necessità, era stato predisposto, almeno per un certo periodo, dall’ex prefetto di Torino Claudio Palomba (ora rappresentante del governo a Napoli). Adesso, quel piano non è stato riproposto e la situazione, specie per gli spostamenti su gomma (la ferrovia sembra presentare meno criticità), è tornata ad essere insufficiente rispetto alle necessità.

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