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Cronaca
IL CASO

Assalto dei No Tav al cantiere: e in Valle si apre un altro fronte

Dopo il campeggio di Chiomonte, ora c’è pure quello di Claviere contro la frontiera

Con il caldo dell’estate tornano i “raid” dei No Tav al cantiere di Chiomonte della TorinoLione. La scorsa notte un gruppo di attivisti, una cinquantina di persone in tutto, ha raggiunto le recinzioni per una battitura e ha tentato di abbattere le “concertine” (il filo spinato posto sulla sommità delle recinzioni) con dei bastoni. Le forze dell’ordine hanno risposto con un lancio di lacrimogeni e hanno utilizzato gli idranti per allontanare gli attivisti, che a loro volta hanno lanciato sassi e petardi. Uno scenario purtroppo ben noto e consueto, lo stesso che in Valle si ripete a intervalli periodici ormai da anni e che non ha mai impedito lo svolgimento dei lavori nel cantiere, ormai rallentati più dalla burocrazia italiana ed europea che non dalle proteste dei No Tav.

I militanti però non si scoraggiano: «L’estate è ancora lunga» hanno minacciato ieri mattina sui social, lasciando intendere che azioni simili a quelle dell’altra notte saranno ripetute nelle prossime settimane. La Digos di Torino è al lavoro per identificare gli assalitori, partendo dalle immagini – foto e video – che sono stati girati durante il blitz.

Per raggiungere il cantiere di Chiomonte i manifestanti sono partiti dal campeggio No Tav iniziato due giorni fa in località Mulini, al loro presidio permanente, che proseguirà fino a domenica e che nei giorni scorsi è stato raggiunto dalla “Carovana ambientale per la salute dei territori”, partita da Venezia e che ha attraversato il nord Italia portando poi “rinforzi” ai No Tav.

Nel frattempo, un altro campeggio di ispirazione antagonista è stato aperto ieri in Val di Susa: quello contro le frontiere, allestito in un prato di Claviere. In Valle si preannuncia un’estate calda, e non solo per il meteo.

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