CapodannoB
Il Borghese

Aspettative e timori

Non si brinderà in piazza quest’anno: il Capodanno torinese, per vari motivi, si sposta tra PalAlpitour e Spazio211, forse in qualche locale del centro grazie all’iniziativa dei singoli. Un San Silvestro in tono minore, quindi? Dicono i commercianti che le esigenze di sicurezza non devono diventare un alibi: altre città hanno in programma concerti in piazza, ma forse Torino soffre ancora i postumi del 3 giugno.

Bisogna capire, però, se i discorsi legati al Capodanno riguardano solo la città o anche gli eventuali turisti: la sindaca dice che sarà «un Capodanno di comunità», esercenti e albergatori invece sembrano immaginare, prima o poi, festeggiamenti in grado di attrarre gente anche da fuori Torino.

Difficile, però, che per questo basti il concerto di qualche semibig della musica, magari arruolato all’ultimo momento: serve l’evento importante, o l’occasione particolare. Servirebbe qualcosa che possa caratterizzare la nostra città e dare un significato a eventuali offerte di “Capodanno a Torino”.

Anche un festival di qualche natura potrebbe avere un suo significato. Tutto sta a intendersi sulle aspettative legate alla notte del 31 dicembre. In un caso o nell’altro, però, tutto si può riassumere con la parola «programmazione», come per altri ambiti della vita cittadina. Con un programma a medio termine, passano anche molte paure. A fare tutto di fretta, invece, viene l’ansia.

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