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LA LETTERA

Aspettando un decretino

La Regione al governo: tre proposte per evitare il tracollo del Piemonte

Sale il grido d’allarme del Piemonte di fronte a un’emergenza che rischia di trascinare nel baratro migliaia di imprese con pesanti ricadute sull’occupazione. E in mezzo ci sono le famiglie, ma anche i servizi essenziali, come la sanità che ad oggi rischia un buco da 500 milioni di euro, i trasporti azzoppati dal costo dei carburanti, la gestione di scuole e asili, le case di riposo. Un elenco di priorità che fa tremare i polsi, si allunga giorno dopo giorno ma, per ora non trova risposte. E, temiamo che a questo punto non ci sia nemmeno una strategia di medio termine.

A dirla in soldoni la politica manca di concretezza. E anche del senso di prospettiva. Discorso che vale soprattutto per il nostro Paese mentre Francia, Germania e Regno Unito hanno già adottato solidi piani finanziari. Sul piatto c’è la tenuta economica dell’Italia, mentre stiamo aspettando ancora l’approvazione di un nuovo decretino di aiuti dal governo. Dodici, tredici miliardi che non servono certo a curare lo stivale malato ma solo a dargli un poco di ossigeno. I sintomi, insomma, restano gravi.

A ribadirlo, questa volta è un documento della Regione Piemonte che, dopo aver avviato consultazioni con le associazioni di categoria e di impresa, scrive a Draghi, per chiedere risposta almeno alle urgenze. Bollette scontate, incentivi o facilitazioni per chi realizza impianti per l’autoconsumo e riduzione dell’Iva sul teleriscaldamento al 5%. In modo da aiutare le famiglie a sostenere i costi sempre più alti delle utenze domestiche.

Sul primo fronte, quello dell’energia, le richieste della Regione sono di definire delle scorte a prezzo calmierato, tenendo come riferimento il 2020, così da poterle mettere a disposizione delle aziende a seconda delle dimensioni e del settore in cui operano. La seconda proposta è quella di inserire sconti sulle bollette e finanziarli con i fondi degli “extra profitti” sull’energia. Ultimo, ma non per importanza, incentivare la produzione autonoma di energia da parte delle imprese per contrastare i rincari. Il Piemonte suggerisce di pensare a un contributo per chi sceglie di installare un impianto autonomo.

«Oggi una impresa che realizza un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili aspetta più di un anno prima di poterlo utilizzare – spiegano il governatore Alberto Cirio e l’assessore allo Sviluppo, Andrea Tronzano -. È fondamentale velocizzare queste tempistiche e, nell’attesa, consentire comunque l’autoconsumo». Le Regioni, infatti, possono sostenere i progetti per investimenti in fonti rinnovabili ed efficienza energetica attraverso i finanziamenti europei ma «l’Europa è in grave ritardo su questa emergenza e deve fare la sua parte in fretta».

enrico.romanetto@cronacaqui.it

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