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Aspettando la supposta

I politici ci considerano una massa di turulu che subiscono ogni vessazione accontentandosi di mugugnare. Ricordate la legge sull’obbligo di assicurare anche i motorini? “Poche lire – si disse – 70mila all’anno, 192 al giorno per essere tranquilli”. Dietro la legge, invece, c’era la potentissima lobby degli assicuratori, che infatti ci misero pochi anni per passare dalle 70mila alle 300mila lire, e oltre. Ma ormai la supposta era stata infilata, inutile strillare. La tecnica? Annunciare. Lasciare che la gente protesti. Far finta di accantonare. Poi riparlarne di nuovo, ancora e ancora, finché la gente comincia a rassegnarsi alla stangata. A quel punto negare solo più che sia una stangata. Pochi euro. Cospargere ben bene con la vaselina del “tranquilli, niente paura” l’orifizio introduttivo della suppostona, e poi zac! infilarla. Sta succedendo con la revisione del catasto. In Italia ci sono più d’un milione di edifici abusivi non accatastati e molti altri immobili hanno valori catastali inadeguati. Li adeguano? Spiegatemi allora come faranno a non alzare le tasse. Imu, Tari, imposta di registro per acquisto, imposta di successione e per donazioni si pagano in base al valore catastale. La rendita catastale è la base imponibile per calcolare l’imposta di registro, tasse e imposte. Per stabilire il valore catastale di un immobile si moltiplica la rendita per un coefficiente che varia secondo la categoria e la natura dell’immobile stesso, e se aumentano i coefficienti aumenta il valore e le tasse relative. Senza contare l’onorario dei notai. Ma il meccanismo è ormai avviato. Annunci, smentite di Draghi, riannunci, rassicurazioni. Sento puzza di zac!
collino@cronacaqui.it

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