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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Aspetta primavera…

Quando ti siedi a tavola in qualsiasi ristorante, il menù ti spiega abbastanza chiaramente quanto spenderai e se viene esposto all’esterno, allora puoi scegliere se entrare o meno in quel locale. Quando entri in un negozio, hai già visto i cartellini dei prezzi sulla merce e guai all’esercente che non dovesse esporli, così come per quello che non rispetti le rigide normative sui saldi. Per le nostre bollette, invece, molto spesso alla faccia di quanto c’era scritto sui contratti sottoscritti, scopriamo il conto soltanto alla fine, quando arriva il report del prezzo, come accade adesso con il gas, il cui aumento oltre il 20% scatta sul mese appena trascorso. È un po’ come se il ristorante in cui siamo seduti aumentasse i prezzi mentre siamo a tavola. Fuor di metafora, ecco come si sintetizza un augurio di buon 2023: +64% per il gas in un solo anno, benzina di nuovo sopra i 20 centesimi perché anche chi, quando era in campagna elettorale, strillava contro le accise ora non solo non le toglie, ma riduce anche gli “sconti” – semplici palliativi – di Draghi, aumenti sulle autostrade, sulle assicurazioni auto, sigarette e via dicendo… Solo stipendi e soprattutto pensioni restano ancorati ai loro livelli, tanto da far rimpiangere ai più anziani anche la tanto vituperata scala mobile del passato. E non consola quanto dice il presidente dell’Arera, l’autorità per la regolazione del prezzo dell’energia: «Sicuramente in questa fase di consolidamento, il primo semestre del 2023 vedrà prezzi non dissimili agli attuali, al netto di eventi non prevedibili». Se va bene, quindi, le tariffe scenderanno a primavera. Quando spegneremo il riscaldamento, peraltro.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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