Brachetti
Spettacolo
PERSONAGGIO

Arturo Brachetti è all’”opera”: «Come una specie di Mr Bean»

Il trasformista torinese al Festival di Salisburgo con “Il Barbiere di Siviglia”

Poteva esistere un solo modo per convincere Arturo Brachetti, il trasformista più noto al mondo, a cimentarsi nell’opera, e Rolando Villanzon sembra proprio averlo trovato. In quale maniera? Puntando sull’universo che Brachetti ama di più, quello delle pantomime del cinema muto, di miti quali Buster Keaton o i Fratelli Marx che miracolosamente sono entrati a fare parte della storia del “Barbiere di Siviglia” grazie all’originale messa in scena del regista Villanzon pronta a farsi notare al Festival di Salisburgo di Cecilia Bartoli dal 4 al 16 agosto.

È qui che Brachetti vestirà i panni di un personaggio molto particolare, anche lui dal nome Arturo, un nuovo personaggio, muto, un deus ex machina, presente in scena per tutta la durata dello spettacolo. Si tratta di un magazziniere impacciato di uno studio cinematografico dove si girano film muti, un mondo che lui sogna quotidianamente. Ma la sua fantasia viene travolta da una storia ancora più surreale: il film prende vita sul palcoscenico e lui si trova catapultato in esso. Il regista ha ripescato per questo spettacolo decine di routine comiche, lazzi e pantomime tipiche del periodo del cinema muto.

«Cecilia Bartoli voleva fare il “Barbiere il Siviglia” con me e ha chiesto al regista Villanzon di creare un’idea originale – spiega Arturo Brachetti che in realtà da ragazzo partecipò a un’opera, alla “Carmen” andata in scena al Teatro Regio dove interpretò un torero -. Lui ha avuto questa trovata incredibile che porta l’opera di Rossini direttamente nel XX secolo con un personaggio aggiunto, quello di Arturo, una specie di Mr Bean artefice, complice e vittima di un sogno che sta tra l’opera, il cinematografo e la Commedia dell’arte. Ammetto che non è stato facile, perché l’opera è diversa dal varietà – continua ancora Brachetti -, ma la commistione finale è unica ed eccezionale. Il “Barbiere di Siviglia” non è un’opera semplice perché è fatta di sottintesi, travestimenti, bigliettini scambiati, coincidenze e attimi brevissimi ma fondamentali per la dinamica comica della scena. Ho dovuto portare il mio knowhow in un mondo che non conoscevo ma che mi ha trasmesso un’energia straordinaria e un bagaglio di esperienza importante».

Insieme a lui nei panni di Rosina troviamo Cecilia Bartoli, che è anche direttrice del Festival, Nicola Alaimo (Figaro), Alessandro Corbelli (Don Bartolo), Edgardo Rocha (il Conte), Ildebrando d’Arcangelo (Don Basilio). Questo originale allestimento si è posto sin da subito all’attenzione del pubblico e della critica internazionale in occasione dell’edizione di Pentecoste del Festival, tanto che le repliche in programma dal 4 al 16 agosto sono totalmente sold out.

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