Evento ?ArgoMoon Take off' visita agli spazi Argotec. laboratorio e Mission control center in occasione del lancio da Cape Canaveral di Artemis I. - T, Torino, 29 agosto 2022 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Scienza
IL FATTO

Artemis, la Luna deve attendere: «Ma a Torino noi siamo pronti»

L’annuncio del Ceo della Argotec: «Nuova sede da 7mila metri quadrati»

Nulla di fatto. Il lancio di Artemis I verso la Luna è stato rimandato. Prima le condizioni meteo sfavorevoli hanno messo a rischio l’invio del razzo in orbita; poi un problema al motore ha costretto la Nasa a posticipare il lancio. A Torino, gli occhi erano tutti puntati su quello che succedeva al Kennedy Space Center, in attesa di vedere il primo satellite lunare completamente made in Italy (meglio, made in Turin) partire per lo spazio profondo.

Argomoon

C’era grande trepidazione ieri mattina nei laboratori della Argotec, la space company torinese che si è occupata di ideare, progettare e realizzare il micro satellite incaricato di fotografare le missioni Artemis. La sonda Argomoon, che partirà a bordo dello Space Launch System della Nasa, ha anche il compito di «validare la tecnologia in orbita» spiegano dall’azienda. «Grande circa come una valigetta ventiquattro ore, il satellite sarà guidato da un complesso sistema di navigazione autonoma» sottolinea Valerio Di Tana, responsabile dei programmi della Argotec ieri in control room. Il micro satellite torinese arriverà a destinazione dopo tre giorni e mezzo di navigazione spaziale, operando quello che tecnicamente viene detto “fly-by”: un volo presso la Luna. Da questa posizione, sarà possibile scattare le foto più significative del satellite naturale e della Terra.

Nuovo polo aerospazio

In attesa di poter assistere al lancio, il Ceo della Argotec, David Avino, lascia intravedere all’orizzonte la formazione di un nuovo grande polo dell’aerospazio in città. «Nel giro di un anno e mezzo abbiamo intenzione di espanderci ancora, anche per poter produrre in serie questa nuova tecnologia» fa sapere. «La nuova sede disporrà di circa 7mila metri quadrati» aggiunge, ma non rivela – per ora – il luogo in cui sorgerà il nuovissimo quartier generale della Argotec. «Sicuramente non all’interno della Cittadella dell’Aerospazio di corso Marche» confida. Negli ultimi mesi l’azienda torinese ha fatto sapere di aver messo a disposizione cento posti di lavoro in Italia e negli Stati Uniti e pare che il reclutamento proceda a vele spiegate. «Sono già arrivati 720 curricula – racconta con soddisfazione Avino -. Di questi, il 35-40% circa possono considerarsi di livello eccellente. Stiamo facendo le opportune selezioni e andremo avanti con l’iter». La sperimentazione poi non si ferma alla Luna. «Abbiamo acquisito una capacità tecnologica che ci permetterà anche di migliorare le telecomunicazioni in varie ambiti terrestri, penso ad alcune zone rurali» accenna Avino. E poi ancora, «telecomunicazioni su Marte» e «costellazioni di satelliti lunari» per permettere un miglior dialogo Terra-Luna.

Rincari “stellari”

Anche il numero uno della space company torinese ammette di essere preoccupato per la bolletta. «Abbiamo visto raddoppiare, quando non triplicare, i costi dell’energia che utilizziamo» fa i conti Avino. «È un problema molto serio, ma per ora lo stiamo tenendo sotto controllo – prosegue -. Vedremo cosa succederà nei mesi invernali». Commentando poi l’annullamento del lancio spiega: «Noi eravamo – e siamo – più pronti che mai. Ognuno di noi ha fatto tutto il possibile affinché tutto fosse pronto per rendere il massimo nella missione Artemis I». Dopotutto, «è solo un rinvio». Il nuovo lancio potrebbe avvenire già venerdì 2 settembre. E ancora Avino: «Lo spazio è così. Profondo. Misterioso. Faticoso. Imprevedibile. E oggi ce l’ha ricordato ancora una volta».

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