OspedaleChivasso
News
CHIVASSO Giunti dal Sudan per trovare il padre. L’Asl: «Nessun pericolo di contagio»

Arrivati in Italia con la malaria, due ragazzi gravi in ospedale

I due giovanissimi sono partiti dall’Africa attraverso un itinerario non ancora rivelato

Due racconti pieni di contraddizioni e incongruenze, quelli che hanno fornito i due ragazzi di 14 e 18 anni provenienti dal Sudan e ricoverati in ospedale per una forma grave di malaria. Non hanno voluto spiegare nel dettaglio l’itinerario seguito per giungere in Italia dove, a Caluso, risiede il padre che i due non incontravano da nove anni.

«Non c’è alcun rischio di contagio», ripetono dalla direzione dell’AslTo4, ma nel contempo si cerca di individuare con quali mezzi i due ragazzi siano giunti nel nostro Paese, in quali ambienti siano stati e se abbiano incontrato altre persone. Da quel che si è appreso, avrebbero raggiunto Caluso sabato scorso.

«Avevano la febbre alta, così li ho portati in ospedale a Chivasso», ha detto il padre per il quale l’arrivo dei figli è stata una sorpresa. Dopo la diagnosi e le prime cure, il quattordicenne è stato trasferito all’Amedeo di Savoia, nel reparto malattie infettive. Il fratello, invece, è stato portato in ambulanza all’ospedale di Asti.

Le loro condizioni sono gravi, ma non corrono pericolo di vita: «Lo stadio della malattia non è avanzato» ed i due sono stati sottoposti ad una terapia antibiotica. Inizialmente i ragazzi avevano dichiarato d’aver raggiunto l’Italia a bordo di un aereo di linea. Ma i loro nomi non sarebbero in alcuna lista passeggeri sui voli provenienti dall’Africa a Fiumicino, Malpensa e Caselle e neppure in quelli che fanno scalo a Parigi e Francoforte.

Si sospetta che i ragazzi abbiano raggiunto l’Italia attraverso mezzi di fortuna e si teme che siano arrivati in Piemonte utilizzando bus o treni. Al vaglio delle autorità anche i documenti che i due hanno esibito. Solo il diciottenne, infatti, aveva un passaporto regolare.

Poche le informazioni fornite dal padre che vive e lavora in Canavese da diversi anni: «Non immaginavo che sarebbero venuti fin qui, anche se sapevo che loro avevano il desiderio di raggiungermi». All’uomo che ha accompagnato i figli in ospedale, è stata somministrata la profilassi antimalarica che ha dato esiti negativi.

Si ritiene infatti che i due pazienti siano in una fase conclamata della malattia e, dunque, non più contagiosa. «Il trasferimento nei due ospedali – spiegano all’Asl – si è reso necessario in quanto le due strutture sono specializzate nel trattamento di malattie infettive e tropicali».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo