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Cronaca
IL FATTO

Arrivano i soldi per la 460: «La variante adesso si farà»

Un momento atteso da più di 30 anni ma gli agricoltori protestano

Sono in arrivo 25 milioni dallo Stato per finanziare il primo lotto della tanto attesa variante della provinciale 460 che collegherà Lombardore a Front.

Il progetto di realizzazione giaceva incompiuto da ben 30 anni, ma due anni fa la Regione Piemonte, sotto il “pressing” di imprenditori e amministratori canavesani, aveva deciso di finanziare la progettazione impegnando 200mila euro. Ora, invece, dal fondo Cipess arriveranno i 25 milioni di euro necessari a realizzare il primo dei quattro lotti della variante.

Una variante che risolverà una volta per tutte il problema dei mezzi pesanti in transito verso l’importante polo dello stampaggio a caldo e delle tante aziende meccaniche della zona. Attualmente, infatti, i mezzi si trovano a transitare attraverso i centri abitati di comuni come Lombardore, Front, Rivarossa e molti altri spesso rimanendo incastrati o causando incidenti a causa delle strade anguste inadatte a quel tipo di trasporto. Inoltre, i continui rallentamenti oltre a causare ingorghi, inquinamento e disagi, rallentano anche la logistica delle aziende che rischiano di perdere competitività.

L’incontro per siglare il patto tra amministrazioni e aziende si è tenuto in municipio a Front. Presenti per la Regione il presidente Alberto Cirio, l’assessore alle Infrastrutture Marco Gabusi, i consiglieri Paolo Ruzzola, Mauro Fava e Gianluca Gavazza, per la Città Metropolitana il vice sindaco Jacopo Suppo. In una giornata di gaudio, però, non è mancata la voce fuori dal coro. Il progetto della variante, infatti, nei mesi scorsi era stato fortemente criticato dalle associazioni degli agricoltori contrarie al consumo di suolo e allo spreco di terreni fertili. Per tutti ha parlato Sergio Barone di Rivarossa che ha ribadito come «l’agricoltura non dovrebbe essere ritenuta importante solo nei momenti di crisi, ma sempre. La terra è importante, noi non siamo contro, ma a fronte dell’uso del suolo ci aspettiamo delle compensazioni e delle garanzie per le colture». All’imprenditore agricolo ha risposto direttamente il presidente Cirio: «Noi abbiamo il dovere di ascoltare tutte le istanze, ma anche quello di andare avanti. Mi impegnerò per trovare soluzioni affinché ci sia il minore impatto possibile, ma non è in discussione né il progetto né la sua realizzazione, che si deve portare avanti con convinzione e senza ritardi».

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