Torino Esposizioni co Massimo
Cronaca
Il primo passo verso la riqualificazione dell’area

Arrivano cento milioni per Torino Esposizioni e il parco del Valentino

Il Padiglione 3A e il 3B serviranno per la didattica del Politecnico. L’Uno invece ospiterà gli studenti di UniTo

Dopo anni di abbandono, campagne elettorali e annunci roboanti, ecco finalmente il primo passo concreto per la rinascita del parco del Valentino. Nella giornata di ieri, la giunta comunale ha approvato la concessione di spazi didattici nei padiglioni di Torino Esposizioni nell’ambito del più ampio progetto dal nome evocativo “Torino, il suo parco e il suo fiume – Memoria e futuro”. L’intero programma di riqualificazione del parco cittadino cuba 100 milioni di euro e verrà finanziato nell’ambito dei fondi del Pnrr. Torino ha richiesto il finanziamento per il progetto di rinascita del Valentino e del complesso immobiliare di Torino Esposizioni. Oltre al ripristino della navigazione fluviale sul Po.

LARGO AGLI ATENEI
Nel dettaglio, con questa prima concessione, vengono concessi il Padiglione 3A e il 3B al Politecnico di Torino e il Padiglione Uno all’Università di Torino fino al 2025, «data in cui il Politecnico subentrerà automaticamente nella concessione – spiegano da Palazzo Civico – con l’impegno a coordinare la progettazione e i lavori di riqualificazione ai fini di una trasformazione unitaria del compendio e nel rispetto delle prescrizioni urbanistiche e ambientali».

Si dice soddisfatto l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni: «È un primo atto, a cui ne seguiranno altri, che indirizza un grande percorso verso la rifunzionalizzazione di un bene architettonico della città in un contesto di pregio». Al Valentino saranno ospitate le attività didattiche della facoltà di Architettura, la nuova Biblioteca Centrale e sarà ristrutturato il Teatro Nuovo. Anche Eurovision avrà il suo peso nella rinascita del parco. «Si è avviata una straordinaria stagione che ci restituisce finalmente la possibilità di progettare con un respiro lungo, coinvolgendo la trasformazione di luoghi simbolo della città per restituirli alla cittadinanza» aggiunge Mazzoleni.

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