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Economia
LE REAZIONI

Arrivano 550 assunzioni entro il 2025: «Ma non si lascino a casa altri operai»

Il progetto di Stellantis piace ai sindacati ma si temono ancora cassa integrazione e “esodi incentivati”

Ci sono due concetti chiave nell’annuncio di Carlos Tavares che fanno tenere ancora alta la soglia di attenzione dei sindacati. «Ridimensionamento» e «efficientamento» degli stabilimenti produttivi. «Piccolo non è bello ma efficace, mi hanno insegnato i miei maestri» ha sottolineato l’amministratore delegato di Stellantis, senza entrare nel merito dei piani occupazionali del gruppo che, al momento, non escludono nuovi “esodi incentivati” per il pensionamento dei lavoratori meno qualificati o il ricorso agli ammortizzatori sociali. Questa volta, però, con la prospettiva di un piano da almeno 550 assunzioni entro il 2025 oltre all’aggiornamento professionale degli operai che saranno trasferiti, ad esempio, sul nuovo cambio per l’automobile elettrica la cui produzione comincerà fra meno di due anni. «La notizia molto positiva è la risposta che è arrivata sul cambio e le meccaniche in corso Settembrini, un prodotto nuovo e che guarda al futuro: smaltimento e riciclo sono prospettive importanti ma di medio termine. Ci auguriamo, invece, che questo permetterà di reintegrare anche gli oltre quattrocento lavoratori che erano stati assegnati a produrre le mascherine durante la pandemia» commenta Davide Provenzano della Fim Cisl. «Il volume di produzione previsto a Mirafiori è di 600mila cambi ma al momento non c’è una valutazione sugli impatti occupazionali» sottolineano Edi Lazzi e Simone Marinelli della Fiom Cgil, confermando che allo stesso tempo si continueranno ad assemblare anche le trasmissione per la Panda almeno fino al 2026. «Non c’è oggi un progetto sul riciclo delle batterie che riteniamo possa dare ulteriori opportunità proiettando lo stabilimento oltre il 2035» aggiungono, chiedendo che le nuove lavorazioni vengano assegnate prima agli operai di Mirafiori chiudendo la stagione della cassa integrazione. «Tavares ha parlato di un incremento della produzione della nuova 500 elettrica fino a 90mila vetture l’anno che dovranno servire a rilanciare Mirafiori e a tutelare l’occupazione» evidenziano Gianluca Ficco e Luigi Paone della Uilm, per i quali «l’obiettivo resta naturalmente ridurre e poi superare l’utilizzo della cassa integrazione». Da Stellantis, anche su questo fronte sarebbero arrivate rassicurazioni a cui le parti sociali guarderanno con attenzione da qui ad almeno i prossimi tre anni. Proprio l’annuncio di nuove assunzioni fa ben sperare l’Ugl Metalmeccanici. «I nuovi sviluppi produttivi per Mirafiori possono rappresentare una rassicurazione sull’occupazione per i lavoratori Stellantis di Torino. Auspichiamo che si possa fare anche un utilizzo maggiore dello stabilimento in modo da porre termine all’utilizzo di ammortizzatori sociali» puntualizzano Ciro Marino e Silvia Marchetti, mentre per il segretario nazionale Antonio Spera l’auspicio è che Stellantis continui «a creare componentistica di ricambio per le vetture con motore endotermico che continueranno a circolare anche dopo la cessazione della produzione nel 2030». Fismic Confsal, invece, chiede ulteriori «delucidazioni» non solo sul futuro di Torino, ma anche sul progetto della Gigafactory a Termoli, oltre che per gli stabilimenti di Pratola Serra, Verrone e Cento, «poiché riteniamo che sia necessario fare il punto su tutti i reparti più colpiti rispetto alla transizione ecologica, a fronte dell’altra notizia positiva di un ulteriore investimento di 5 miliardi di euro» spiegano Roberto Di Maulo Lida Mannucci. «L’incontro di oggi con Stellantis è stato positivo con notizie importanti per Torino e per l’area di Mirafiori ma anche quella di Carmagnola, che permetteranno di salvaguardare l’occupazione e addirittura di incrementarla».

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