Vari gli episodi di cui si era reso protagonista il 31enne Massimiliano Conte

Arrestato agente stradale che stalkerava proprietario di un bar: “Lo piego in due, sto s…”

Tutto è cominciato per le continue denunce dell'uomo contro il bar della compagna del poliziotto

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“Devo piegarlo in due, sto s…”. E’ questo uno dei messaggi minatori che inviava su Whatsapp Massimiliano Conte, agente della polizia stradale arrestato su richiesta del pm Andrea Padalino per stalking su un barista di San Secondo di Pinerolo.

Fra i vari episodi di cui si era reso protagonista il 31enne anche l’affissione di un manifesto in cui il commerciante veniva definito in maniera del tutto falsa un pedofilo condannato dal tribunale.

Secondo le indagini del pm Andrea Padalino e della polizia giudiziaria, tutto nasce dal fatto che il barista si lamentava per la concorrenza sleale di un negozio vicino, gestito dalla moglie del poliziotto, che somministrava alimenti e bevande senza avere le necessarie autorizzazioni.

Nel dicembre del 2016 la donna aveva anche subito una multa di quattromila euro proprio per questo motivo.

Poi però sono cominciati gli atti vendicativi. Più volte Conte ha danneggiato l’esterno del locale, calzando un ‘mefisto’ al contrario perché non si vedesse lo stemma della polizia.

Per il gip Alberto Toppino non ci sono soluzioni alternative alla custodia in carcere, visto che l’agente abita vicino alla parte lesa, è “animato da un forte risentimento” e ha messo in mostra una “notevole spregiudicatezza” nel dare vita alla persecuzione.

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