strage amianto fiat
Cronaca
IL CASO

«Archiviare i morti d’amianto Fiat»: il pm assolve Romiti e De Benedetti

Ma i famigliari delle vittime non ci stanno: «Opposizione e danni in un processo civile»

Con una pagina e mezza di citazioni della Cassazione e osservazioni, la Procura di Torino allarga le braccia e spiega che l’inchiesta sui morti d’amianto della Fiat deve fermarsi qui, dopo anni di indagini e perizie, prima ancora di approdare in un’aula di tribunale. E se per Gianluigi Gabetti, morto il 13 maggio, la scelta dell’archiviazione è obbligata, per gli altri due indagati, Cesare Romiti e Carlo De Benedetti, «conviene» scegliere la stessa strada per una serie di considerazioni che secondo il pm Alessandro Aghemo «precludono di esercitare proficuamente l’azione penale».

Per quanto riguarda i «18 decessi avvenuti tra gli anni 2006 e il 2013 – ragiona il sostituto procuratore – risulta ormai maturato il termine di prescrizione del delitto, posto che la disciplina normativa applicabile all’epoca dell’esposizione dei lavoratori prevedeva un termine più breve, e non raddoppiabile».

+++ CONTINUA A LEGGERE NEL GIORNALE IN EDICOLA OGGI +++

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo