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IL FATTO Torino si salva, stretta su 252 comuni in provincia

Arancione “rinforzato”: lezioni solo a distanza, vietati giardini e giochi

Ingressi limitati nei negozi, consigliate consegne a domicilio. E 23 zone rosse saranno lockdown fino a venerdì prossimo

Nella gran giostra dei colori, ormai è chiaro che la confusione è totale e non certo solo tra i cittadini, che vedono un vero e proprio lockdown incombere. Il Piemonte resta arancione, ma un arancione “rinforzato”, almeno per i prossimi quindici giorni. Dunque non un arancione “scuro” come quello della Lombardia, vera e propria anticamera del rosso e di una serrata generale che sembra all’orizzonte, ma nemmeno più quello di otto giorni fa. Nel settimanale balletto dei colori e delle sfumature, per cui fino a sera è rimasto un mistero quali fossero le ulteriori misure imposte dalla Regione o previste dal Governo, l’unica certezza riguarda il mondo dell’istruzione e la nuova stretta sulle attività pubbliche che imporrà il governatore Cirio.

Lunedì, dalla seconda media e fino all’Università, le lezioni ricominceranno a distanza dappertutto, ma quelle in presenza si dovranno fermare già a partire dalle materne nei distretti sanitari considerati più a rischio. Una ventina nelle province di Torino, Asti, Cuneo, Vercelli e Vco. Centinaia di piccoli Comuni dove il rapporto tra nuovi contagiati e popolazione residente ha già superato la soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti. Ma se Torino si è salvata per il rotto della cuffia, conservandosi come gli altri capoluoghi nella seconda fascia di rischio, sono almeno 252 quelli che la circondano e sono di fatto considerati veri e propri focolai, per cui gli studenti non potranno fare altro che tornare a studiare da casa.

Da martedì, però, sarà vietato accedere in tutti i parchi, le aree gioco e i giardinetti pubblici, l’ingresso nei negozi e nelle attività commerciali verrà limitato a una sola persona per nucleo famigliare, mentre ai ristoratori sarà consigliato di privilegiare la consegna a domicilio all’asporto, per evitare al massimo gli spostamenti dei clienti. Per il resto, le regole resteranno quelle dell’arancione confermato dal ministero della Salute per il Piemonte. Si potrà uscire di casa solo tra le 5 e le 22 ma limitatamente al proprio Comune. La Regione, inoltre, ha confermato 23 zone rosse per altrettanti Comuni in cui le varianti del virus, se non un incremento dei contagi difficile da spiegare, non concedono alternative al lockdown.

E scorrendo l’elenco non c’è provincia che faccia eccezione. La serrata generale è prevista, infatti, a Crescentino, Cavour, Bricherasio, Scalenghe, Barge, Bagnolo Piemonte, Crissolo, Envie, Paesana, Gambasca, Revello, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Rifreddo, Sanfront, Re, Craveggia, Villette, Toceno, Malesco, Santa Maria Maggiore e Druogno. L’ordinanza della Regione varrà fino al 12 marzo. In questi Comuni è previsto anche il potenziamento del tracciamento attraverso i tamponi e la messa in priorità per la vaccinazione degli anziani “over 80” domiciliati in zona rossa.

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