Green Pass
Il Borghese

Apriamo le finestre

Dice Draghi «speriamo che basti», riferendosi alle misure adottate per fronteggiare la pandemia, Green Pass compreso. La campagna vaccinale è stata condotta facendo girare il motore al massimo, l’opera di persuasione è stata fatta, che poi abbia funzionato o meno è un altro discorso… Certo, ci sono i ribelli, i contestatori, le manifestazioni (non autorizzate) di piazza, ma questo è un pacchetto da maneggiare con molta cautela. Adesso bisogna pensare a settembre e alla scuola, il settore delle nostre vite che maggiormente ha subito duri colpi durante i lockdown soprattutto per quanto riguarda i ragazzi: idee peregrine come i banchi a rotelle, strategie fallimentari, mancanza di un piano dei trasporti, insomma abbiamo visto di tutto. Adesso ci si riprova. Primo punto, la copertura vaccinale: nella scuola ci sono ancora dei non vaccinati e il modo per convincerli scelto dal governo è colpire nel portafoglio, sospendendo dallo stipendio chi non si presenta a scuola (non potendo entrare senza Green Pass).

Una misura estrema, se vogliamo, tanto che continuiamo a chiederci se l’obbligo vaccinale non sarebbe stato una strada più percorribile, con meno tensioni… Comunque, Green Pass, vaccini, mascherina e, attenzione, finestre aperte. Sì, perché c’era anche questo suggerimento negli studi degli esperti: per il ricambio d’aria, che è poi il vero problema degli istituti scolastici. Il ministro Bianchi dice che sono stati stanziati «oltre 2 miliardi per il rientro in sicurezza compresi 270 milioni per l’edili – zia scolastica leggera e l’affitto di spazi ulteriori per la didattica». Ma il problema non sono mai i soldi – quando li si stanzia – ma come li si impiega o spreca.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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