Luca Pasquaretta e Chiara Appendino
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L’INCHIESTA Ricevuto il terzo avviso di garanzia in tre anni

Appendino è indagata: l’ipotesi di un “corvo” negli uffici in Comune

«Peculato per la consulenza al suo ex portavoce». Qualcuno avrebbe rivelato che il sindaco sapeva

Il terzo avviso di garanzia in tre anni da sindaco arriva sulla scrivania di Chiara Appendino a due settimane da un’udienza chiave per piazza San Carlo, quando manca poco più di un mese a una scadenza fondamentale per il caso Ream. Ed è un colpo che fa particolarmente male, l’ultimo. Perché in ballo, questa volta, non ci sono soltanto gli eventuali riflessi penali di un’indagine, ma anche prevedibili conseguenze politiche, qualora venisse confermata la tesi della procura.

Il reato contestato dal sostituto procuratore Gianfranco Colace è concorso in peculato, sanzionato con pene che vanno da quattro a dodici anni di reclusione. La vicenda è quella arcinota della consulenza di Luca Pasquaretta alla Fondazione del Libro, con l’ex portavoce del primo cittadino accusato di aver ricevuto 5mila euro (poi restituiti) per un’attività che in realtà non avrebbe svolto. E la domanda fondamentale, per quanto riguarda Appendino, è una: sapeva il sindaco, se davvero è andata così, che il suo “assistente” avrebbe percepito quel denaro dalla Fondazione senza fare alcunché? Secondo la Procura sì.

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