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Cronaca
IL CASO

Anziano massacrato in casa dai banditi e la fuga con i soldi dell’ex pilota di rally

La vittima, il commendator Marini, è al Cto. È stato legato da tre malviventi penetrati nell’alloggio

Aggredito, sequestrato in casa, malmenato, imbavagliato e legato mani e piedi con delle fascette da elettricista, e poi abbandonato sul pavimento in una pozza di sangue. Il cavaliere e commendatore Giovanni Marini, 84 anni, l’ha passata davvero brutta, ha rischiato la vita ed ora si trova ricoverato al Cto, sfigurato in volto e ancora in stato confusionale. «Lo abbiamo soccorso – spiega Savino che abita all’ultimo piano della palazzina di via Parmentola, a Pozzo Strada -, perché l’inquilino del terzo piano ha sentito dei lamenti provenire dall’alloggio di sotto. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco che hanno aperto la porta e trovato il signor Gianni davvero malconcio. L’ambulanza è arrivata subito e lo ha portato in ospedale». L’aggressione è avvenuta attorno alle 21 di lunedì ed è improbabile che i rapinatori «siano penetrati nell’appartamento dell’anziano – spiegano fonti investigative – passando da un ponteggio appena montato sul lato dell’edificio. A quell’ora c’è ancora luce e potevano essere visti». Con ogni probabilità i banditi, secondo le poche parole pronunciate dalle vittima ai soccorritori, sarebbero «tre, ai quali il commendatore avrebbe aperto spontaneamente l’uscio di casa». Dopo il colpo, i malviventi se ne sono andati, verosimilmente portandosi appresso un mazzo di chiavi e chiudendo la porta con due mandate. Circostanza, questa, che dovrà essere confermata dalla vittima (una volta superato lo shock), quando sarà sentito dagli investigatori della squadra mobile dei gruppi “volpe” e “caimani” della sezione anti rapine. Marini chiarirà anche l’ammontare del bottino: si sospetta che i malviventi siano fuggiti con tutti i risparmi dell’uomo (diverse migliaia di euro nascosti nell’alloggio). Vedovo da qualche anno e senza figli, in passato il commendatore era stato pilota di rally nelle scuderie della Lancia, pilota dell’Appia e della Fulvia HF (gare di regolarità) e dell’Abarth con la 1300 S. Negli anni 60 aveva partecipato a diverse edizioni della Targa Florio e del Rally di Montecarlo, ottenendo una certa notorietà per i buoni piazzamenti. «Non usciva quasi mai, una persona prudente e riservata – aggiunge un’altra inquilina, la signora Sara -, non mi spiego come possa aver aperto casa a degli sconosciuti». Probabilmente, sospettano gli investigatori, l’ex pilota potrebbe aver aperto la porta perché conosceva almeno uno di quelli che poi si sono rivelati i suoi aguzzini. Ed è per questo motivo che la polizia cerca i responsabili non troppo lontano dalla palazzina di via Parmentola. «Sì – conferma Cristian, un altro residente nell’edificio -, penso anch’io che il signor Gianni conoscesse almeno uno dei suoi aggressori. Questa è una zona tranquilla, non è mai successo nulla. Possiamo lasciare le auto aperte in strada, ci si conosce tutti. E’ la prima volta che accade una cosa simile ed è tutto molto strano». Un’opinione condivisa da Claudio, un altro inquilino: «Qui non c’è mai stato nessun furto. Si sono fatti aprire perché sapevano che il commendatore aveva dei soldi in casa e per saperlo, dovevano conoscerlo, non vedo altre ipotesi. Ma mi chiedo, perché malmenare in quel modo una persona anziana?». Intanto gli investigatori, dopo i rilievi nell’appartamento del commendatore, hanno acquisito alcuni video registrati dalle telecamere di sorveglianza della zona.

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